Una tisana, il fuoco, la Storia di Raidha

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Otranto (Le), 25 Febbraio ore 17 Il salotto in cui vi ospiterò dipenderà da quanti sarete. Per questo motivo, vi ringrazio di farmelo sapere prima.

…Mi dicesti un giorno che dovevo andare a fondo su queste cose, ancora non me la sento, mi sento piccola e impreparata, quando accadono questi incontri mi riempio di “loro”, mi basta questo… Sono agitata, commossa, contenta, spaventata, ansiosa, gioiosa… (una lettrice)

Desidero incontrarmi un pomeriggio d’inverno con chi ha già letto la “Storia di Raidha e la chiesetta” Musicaos Ed. Desidero prendere una tisana accanto al fuoco con loro, con voi, per condividere i pensieri intimi e quelli già manifestati, le riflessioni nuove e quelle già sviscerate. Desidero invitare anche chi il racconto non lo ha letto, perché potrebbe essere bello incontrarsi e conoscersi, sul filo caldo (in più sensi) della condivisione di esperienze simili o vicine a quelle narrate nel racconto.

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.” 

William Shakespear, Amleto

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Recensione di Tiziana Cazzato

Sulla sabbia ancora indecisa se restare fredda o impregnarsi del nuovo sole” Antonella Screti posiziona in modo più o meno stabile, vicino alla riva del mare, la seggiolina apribile. Respira la brezza, sorride alle rocce di quarzo, belle di sole e apre la cartelletta. Crea parole nate da pensieri e vede la carta riempirsi d’inchiostro, di segni, di cancellazioni, di numerazioni e inizia a raccontare una storia, “scritta con la semplicità di una confessione”, citando il fisico Ignazio Licata, che cura la prefazione al libro edito da Musicaos Editore.
Mi siedo anch’io sulla riva del mare, con un piccolo libretto fra le mani. Respiro la brezza e lascio che giri lievemente le pagine. Sin dal prologo percepisco che quella della“Storia di Raidha e la chiesetta” non sarà una semplice e comune lettura. La scrittrice porta anche me, insieme ai suoi compagni di viaggio, nella piccola chiesetta, sita in una masseria di quella che è anche la mia terra, il Salento. E guida anche me ad ascoltare i suoni di un luogo che custodisce storie a cui vorrebbe dare voce. Una voce intensa come richiedono gli “abitanti” di quel posto, denso di cose che si capiscono e cose che si lasciano solo annusare. E leggendo respiro, annuso, abbandono questo tempo affannato, superficiale , per entrare in un paesaggio interiore, in un paesaggio caratterizzato da emozioni forti. Ascolto anch’io i flussi invisibili, che si muovono leggeri fra le pagine, accarezzate dalla penna del’autrice che danza sulla musica di una storia, raccontata anche attraverso la musica. Antonella Screti raccoglie e dà voce a una delle tante storie “rimosse” di una terra con la danza, la pittura, con tutti i linguaggi che ci permettono di fare un viaggio alla riscoperta di noi stessi, in un luogo privilegiato qual è il nostro magico Salento.
E, allora, seduta sulla riva del mare, con un pregiato libretto fra le mani, respiro la brezza e scopro che mentre giro le pagine e viaggio fra profonde e intense emozioni, io non sto semplicemente leggendo. Sto ascoltando la voce di una meravigliosa creatura letteraria. Sto danzando sulle note di quella musica che fa vibrare solo coloro che, come Antonella, con coraggio, ascoltano i flussi invisibili, ma percepibili della vita,  hanno la sensibilità di accogliere i messaggi e sanno dar loro voce, coinvolgendo e commuovendo il lettore.

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ph. Antonella Screti – Maria Grazia Tricarico
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