El Camino de Santiago. Il mio.

>Camminare lungo un Cammino condiviso da altri umani -pellegrini, sportivi, disperati, che la percorrono e l’hanno percossa- e da chi lungo quella strada ci vive, o ci sta tornando dopo un passato di abbandono, è mille cose. Insieme e separate.

10459020_10153085325557004_1158535629853151473_o10557724_10153085400237004_2211589422623115676_o
Microcosmi di esperienze e di significati che si miscelano, scoppiano, appaiono all’improvviso.
10626316_10153085307557004_1327982152959824197_o10628908_10153085307967004_5693153883230441099_o10619985_10153085411392004_7583623296863558044_o

Camminare così a lungo, faticosamente, ha un suo profondo senso, che prescinde totalmente dall’ansia competitiva da raggiungimento della tappa o dell’albergue successivi, nuovo modo turistico-sportivo di fare il Cammino di Santiago da parte di molti giovani.
10511645_10153085335352004_9070442035224710830_o

Camminare dall’alba, fredda, buia, a lungo, con fatica,  soffrendo il freddo che ghiaccia le dita (i calzini si rivelano miracolosi guanti), e dopo il caldo che screpola profondamente le labbra ti obbliga ad….alleggerirti, a lasciare andare ciò che non è indispensabile. In ogni senso.

10644208_10153085330712004_3749070392952836864_o

Camminare per 330 km, un passo spesso trascinato dall’altro, ti obbliga per non crollare a liberarti dalle zavorre. Fisiche, mentali, emozionali.
10636669_10153085203517004_1150744173840812168_o10633418_10153085381977004_8819798017007879737_o10575339_10153085222372004_7343901392856308865_o

Alleggerirsi aiuta a fare spazio.

Lo spazio vuoto accoglie il nuovo. Anche se si è troppo stremati per pensarci.

            Il nuovo arriva. A ognuno il suo.

10341965_10153085437957004_6038807292692078772_n

Tra polverose discese di pietre sconnesse e scivolose, tra salite strette e ventose, tra mesetas soffocanti, foreste di foglie, radici e acqua, tra asfalti rumorosi e pericolosi, tra paesi gelidi e deserti, tra piccole chiesette di campagna e potenti cattedrali, tra porte di legno montano e meridiane misteriose, tra fiori e frutti e animali….
10658949_10153085301072004_499522514070440166_o10644453_10153085356777004_3113586800562599200_o10514236_10153085298212004_7179396363772015768_o

10535600_10153085343867004_6173009980857140875_o10523758_10153085250577004_6599241716583776674_o1397993_10153085180892004_6068858755313764703_o

Ricordo qui alcuni, solo alcuni, incontri con peregrini e hospitaleri. Per e grazie ad alcuni di loro ho pianto. Mi sono pulita, ho ringraziato…

Il ragazzo italiano che nell’albergue della Virgen del Camino ha lasciato…un cucchiaio, nel tentativo disperato di alleggerire lo zaino! Come molti lo aveva fatto e disfatto tante volte; e ancora pesava troppo per portarselo in spalla per centinaia di km!

Colombina, di Parigi, che camminava da più di un mese, sola con la sua tenda. Abbiamo chiacchierato con un misto di inglese, spagnolo, italiano, sorrisi e mimica, sdraiate distrutte su un prato al termine di una giornata terribile.

Francisco di Madrid, licenziatosi dal suo lavoro di bancario perché vuole cercare il senso della sua vita. Mi ha donato uno dei suoi stiks quando ho iniziato ad avere le prime dolorose vesciche ai piedi. Mi ha lasciato in custodia una pietra, posata sul mio ombelico in un momento di riposo, tra pietre, alberi e sfinimento. L’ho rincontrato dopo alcuni giorni e mi ha confidato che grazie alla mano libera –dallo stik- aveva cominciato a toccare foglie, fiori e soprattutto pietre. Stava finalmente capendo cosa voleva dire suo padre quando per anni gli confidava di parlare con una certa pietra e la accudiva.
10649009_10153085223242004_8771983040985111041_o

Andrey, giovane, bello, intelligente e coltissimo rumeno che ha fatto la scelta di vita di mettersi al servizio dei pellegrini, decisamente provati dopo un lungo tratto di Camino arido e assolato. Ha creato un’associazione con un amico spagnolo e ci ha organizzato un banco con frutta fresca, succhi, acqua, creme lenitive, tutto biologico. In un deserto brullo e senza altri abitanti. La cassetta dell’eventuale donativo posata molto discretamente in un angolo, abbastanza nascosto alla sua vista.10495835_10153085225422004_8698204346498413224_o

Alessandro, che mi ha offerto gli unici due antinfiammatori indispensabili…..ad iniziare il mio Cammino! Una tendinite da peso eccessivo sulla schiena mi ha fatto da pesante iniziazione. Ha imparato presto che le merendine non sono cibo e non danno forza. È giunto a Finisterre, e il suo volto s’è fatto d’uomo.
10514373_10153085179672004_8007716471113107558_o

Alessandro il direttore commerciale palermitano che vive a Milano. Mi si è affiancato al terzo giorno di esplosione delle sei vesciche che mi hanno martoriato per buona parte del Camino. Mi è stato accanto per due giorni, ad andatura di neanche 20 km al giorno, lui che ne fa dai 35 ai 60 senò non si diverte. Aveva visto curare le vesciche e non lo aveva mai fatto. Ha curato le mie, per due giorni: bucando, cucendo, spremendo, disinfettando…Terribile. Attorno a noi un’umanità variegatissima disposta a dare una mano, dal filo di cotone al disinfettante, al sostegno morale. Animo!!!!10548115_10153085334367004_6248459403017179571_o

Per non dare più fastidio a nessuno ho imparato a curarle da sola dopo….
1487790_10153085243217004_890326695499934234_o

Mikoles l’ungherese, parlava solo inglese; ci capivamo con poche parole e tanti sorrisi. Per non fare soffrire ulteriormente i miei piedi mi ha ceduto il suo posto brandina di sotto, quando una volta che ci erano stati assegnati a me era capitato il posto sopra…Poi si è ammalato ed è rimasto due giorni sdraiato su un’amaca di un albergue ad aver cura di sé. Ci ha ritrovate a Santiago.
996143_10153085438917004_5652559816737446244_n

Gli hospitaleri di un albergue accogliente ma non proprio pulito. Lei, italiana, mi ha donato le sue ciabatte infradito per alleviarmi i dolori alle vesciche, che nel loro pueblo non ci sono negozi. Il marito spagnolo me le ha rivestite con assorbenti da donna: mi ha spiegato che è il modo più efficace ed economico di creare solette igieniche e protettive…Quel pomeriggio me ne andai in giro con ai piedi due assorbenti!

La severissima hospitalera dell’albergue degli inglesi, dove accolgono solo….peregrini ‘veri’: terzo grado per appurare che i suoi ospiti siano peregrini che arrivano veramente a piedi! Dopo si è rivelata una dolce e premurosa padrona di casa, preparandoci anche la colazione nel buio pesto della gelida alba di montagna…

La giovanissima spagnola accompagnata da una donna più grande: ne ho sentito a distanza la voce potente, primitiva, fortissima, prima che mi raggiungesse con un passo deciso. Salutava chiunque le passasse accanto e chiunque lei superasse. Salutava con passione, con forza! “Buen Camino!!” Quella voce antica, carica di una forza a lei stessa sconosciuta. Come quella di una bruja! Quando mi è passata accanto ho compreso che è –come si dice- una disabile con deficit psichico. La sua energia mi ha costretta a riflettere sul fatto che oggi le ‘evolute’ civiltà occidentali sedano i folli, anziché ascoltarne i messaggi…che dissacrante perdita in termini evolutivi!!

Gli  Scout di Ancona nel palasportivo di Pedrouza, inospitale ultima tappa ‘ufficiale’ prima di Santiago. Quando hanno saputo che dormivamo letteralmente per terra, al freddo, ci hanno cercato al buio, con le torce, tra centinaia di corpi stesi e infagottati per donarci due dei loro materassini…e poi insieme nel buio pesto e misterioso dell’umido bosco, che le loro torce erano più potenti delle nostre.

10608235_10153085410097004_1299803949008888202_o

Insegnamenti chiave, sintetici e vitali, ripresentatimi dall’Esistenza sbattuti davanti alla…testa, nei momenti più pesanti del Cammino:

– Non c’è NIENTE da fare.

– Lascia andare.

– Qui e Ora.

– SILENZIO.

– Niente è scontato.

– …e sempre si confermava: Chiedi e ti sarà dato.

 10633213_10153085372997004_41731119939127179_o10623475_10153085430407004_9042459476416544489_o

Così sia.

 20140829_164343

Grazie a chi ha camminato con me, a volte con facilità, altre con molta fatica.
1512376_10153085440582004_7593970915830474810_n

Grazie a chi mi ha tenuta nel cuore e mi ha accolta con commozione al mio ritorno.
10620576_10152660419794648_7096433251218387872_n

Grazie ai doni ricevuti da chi ho incontrato durante, al termine e al rientro. Doni meravigliosi, vitali.

 IMG-20140825-WA000620140826_200335

“Erodoto camminò per 6ooo km. pur di vedere con i suoi occhi…Sono occhi e piedi gli strumenti del nostro mestiere. I computer rendono più facile il nostro lavoro, ma sono solo mezzi. Non possono sostituire gli incontri con gli uomini e le donne che vivono su questa terra. Non possono far venir meno la voglia di essere in un luogo perché lì, davvero, vuoi essere.” R. Kapuscinski
IMG-20140818-WA0002

 

Annunci

4 pensieri su “El Camino de Santiago. Il mio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...