Raccontando della storia di Raidha

“nel corso del cammin di nostra vita…” può accadere a un certo punto che Qualcuno che è lassù ma anche quaggiù -bè insomma, credo sia veramente ovunque- decida che è giunto il momento di svegliarti. 
Almeno un poco, o anche più di un poco. Comunque è per sempre. 
Questo tipo di risveglio prevede una suoneria a dir poco vivace, se non quando decisamente urtante! 
Per quanto parziale possa essere, il risveglio porta con sé delle conseguenze. Alcune sono gatte -graffianti e inconsce- da affrontare più che da pelare (gli animalisti possono auto esentarsi dall’insorgere J ). 
Altre sono delle consegne, impegnative e sanzionabili come le cartelle esattoriali! 
Ma, sia l’affrontare le ‘gatte’ che l’impegnarsi nelle consegne arrecano doni. 
Ricambiano. Altroché.

Divulgare e leggere in pubblico la Storia di Raidha è una delle consegne che io ho trovato sulla mia strada. 
scrivendo la storia di Raidha
Personalmente paragono l’aver cura delle consegne alla coltivazione di piante da frutto e da fiore. Mi guardo allo specchio e mi osservo nei panni della giardiniera, tra le piante del giardino della mia vita.
il racconto Storia di Raidha

Impacciata, ansiosa, entusiasta, timorosa, convinta, anelante. 
Ogni giorno impegnata a coniugare i verbi Sapere, Imparare, Fare, Pregare. 
Nel mio giardino vi è una pianticella di cui posso aver cura affinché i suoi semi si muovano, si spostino altrove, scoprano nuove zolle, siano a loro volta scoperti, curati e nutriti, sì che altre pianticelle radichino nei territori umani attualmente tendenti alla putrefazione fine a se stessa. Io la chiamo la pianta dei FioridiLuce.gli acquerelli della Storia di raidha

Foglie e petali intrecciati dai pistilli e dalle radici creano un ampio scialle che nel mio immaginario avvolge la -mia- Madre. Bianco, oro e rosso pulsano punteggiandone l’intenso verde.

Vi sono creature che stanno contribuendo in modo indispensabile alla diffusione dei semi della pianta dei FioridiLuce: 
Patrizia Elia con le vivide immagini su acquerello, 
Claudia Giannotta con la voce che narra e interpreta canti del Sud del mondo, 
Mimmo Ciccarese con la chitarra nel cuore, 
Saro Calandi con la fisarmonica e i suoi brani, 
Valentina Mazzotta con i canti che tagliano l’anima e le danno nuove forme, 
Cristina Stefanelli con la voce narrante e il rispetto nello sguardo, 
Chiara Arcadi con il violino e altri strumenti evocativi dei suoni della natura, 
Stefano Petrucci con la condivisione di spazi, cose e tempo dell’anima, 
Mauro Bortone con la pregevole Settimana della Cultura di Otranto, 
Fernando Bevilacqua con le immagini raccolte nella memoria, 
Gianni Dell’Anna con il service, suo strumento di lavoro. 
raccontando la Storia di Raidha
Ho bisogno di citarli. Il loro esserci con gratuità e serietà è stata la prima forza vitale affinché i semi della Storia di Raidha inizino a volare sul respiro dei mondi.

La Storia continua…

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