Stelle di luce

Staccarono le ali col nostro consenso, quando stringemmo il patto del servizio.

al Servizio

Soldati in missione d’amore. Certe volte sono ossimori possibili.

Accettammo di sapere che avremmo dimenticato. Per il nostro bene.
E per guardare in faccia i volti nemici, sempre pronti a rivelarsi alleati.

Pronti. Naso tappato e occhi serrati, giù!

iniziando
Non come volo d’angelo. Nell’abisso, da dove non si ritorna mai come si è partiti.

Apparenza di paradiso. Azioni infernali.

paradisi

inferni

Corazze spessissime per molti di noi; per altri più leggere: a volte un bene, altre un male.

Pensiamo sempre, tutti, da quando arriviamo, che la cosa migliore da fare, sempre, è avere cura
di quella corazza, rinforzarla magari.

E gran parte del tempo lo impegniamo, con affanno e altrettanta inutilità (ma questo lo capiamo dopo, sempre dopo, a volte anche troppo tardi) ad avere cura della nostra divisa: scudo, maschera, calzari, simboli e armi.

corazzati

In battaglia il primo impegno è discernere i mille volti dei cattivi, e non capiamo mai
com’è che certe volte sono così simili a noi…da sembrare che siamo proprio noi stessi.

guerra
i nemici

Una prova dopo l’altra, dopo trappole e cadute, per alcuni e non per molti,
ma la possibilità è per tutti, può accadere (o era già previsto? questo non lo sapremo mai,
fino a che saremo qua) di individuare la via per giungere a rifugi, a ipogei di cura, ad atolli del sapere.

A quel punto…

A quel punto, accade.

Per pulirsi e per curarsi c’è bisogno di essere nudi. Spogli e vulnerabili. Rimembranze di un terrore atavico portatore di mortali minacce di dissolvimento nel Nulla Infinito.

Come una scossa elettrica, tutti i corpi attraversati da brividi, convulsioni invisibili per una conoscenza immatura e vagiti amplificati, esplosioni di paura.

la Morte

Può mostrarsi così la Morte, quando ci sfiora passandoci accanto, magari per caso, ma sicuro non è lì per noi. Che restiamo accartocciati, ancora nudi ma già corazzati, schiavi di una forma pronta a segnare il cammino di una vita. Ci si augura solo di una.

Quando per i giusti, tanto disperati da riconoscersi come coraggiosi, giunge il tempo della cura, le Madri antiche accompagnano al punto dell’ansa del Fiume che da uno si fa due: nelle acque cristalline possiamo immergerci solo accettando di giocarci con i bambini, tra punti cristallo ondeggianti nell’aria, pulviscolo colorato, giostra di perline luminescenti.

con i bambini

La rigenerazione parte dall’aura, intacca fitta le cellule del corpo fisico, toglie peso alla testa, rinforza il cuore.

Siamo di nuovo salvi, almeno per un po’.

Corazze, caschi, detriti, rifiuti, il peso totalmente inutile (informazione genetica potenzialmente shoccante) dei ricordi, inevitabile gravame degli angeli caduti in terra e sopravvissuti a più battaglie, vengono rilasciati nelle acque dell’altra metà del fiume. Che sa di avere il compito di trasportare tutta la roba torbida con correnti forti, placide mai, fino al punto in cui Terra mantiene aperti cunicoli di collegamento col suo ventre.

inituli residui

Dono estremo della Madre che nutre: raccogliere i nostri scarti, rigenerarli in sé, restituirli in superficie come energia fresca, nuova, pulsante. A nostra disposizione.

lucecristallo

Stelle di luce noi siamo. Cadute dal cielo per essere al servizio.

Concediamoci di giocare nelle acque trasparenti, tra sfere di cristallo colorato.

Abbiamo il potere di farlo. Ed anche il permesso.

Non ce n’eravamo accorti, ma gli dei ci hanno già benedetto.

Così sia.

stellebenedette

 

(foto di : Fernando Bevilacqua, Giovanni Notarpietro, Antonella Screti)

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6 pensieri su “Stelle di luce

  1. Le cellule del nostro corpo sono fisicamente molto più trasparenti di quello che visivamente siamo banalmente indotti a credere.
    La maggior parte del nostro organismo è fatta di acqua, e l’acqua è la materia per eccellenza della trasparenza, veicolo della nutrizione e del ricambio continuo.
    La nudità rende effettiva anche la trasparenza di luce, la nudità dell’anima rende effettiva la trasparenza del senso della vita, come le nostre ali d’amgelo.
    La nostra prima corazza è la placenta, la nostra ultima destinazione è il ventre della terra. La meta è la luce.

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