L’Autunno e il castello

Quando i pomeriggi si fanno caldi, non di sole, ma di nostalgie antiche, senza la logica dell’oggi, quando la pioggia fine e quasi silenziosa ci posa sulle spalle il manto ruvido della mestizia, quando l’aria carica di odori prima che nella pancia ci entra nel cuore, e stringe, …è Autunno. Il tempo delle porte di dentro. Il periodo migliore, seppure ogni momento è buono, per esplorare il castello dove la nostra anima ha messo la sua residenza. I castelli sono tutti antichissimi e grandissimi. Si differenziano dallo stile, ognuno è unico, e da come sono curati, o trascurati.   L‘esploratore, … Continua a leggere L’Autunno e il castello

Su foglie di quercia e spuma di mare

È buono e fresco il sapore dei semi di finocchio selvatico. Raccolti su piante che decorano tratturi quasi segreti. È dolce e corposo il gusto delle ultime more che rendono belli perfino i rovi bruciati dai contadini che non hanno più la pazienza di tagliare. È inaspettato il sapore delle noci fresche appena cadute da un albero che aspetta sul ciglio di una strada; sanno di cocco o di mandorle dolci.   Una passeggiata tra pietre morbide e vento luce. La terra è grassa e umida, la compagnìa calda, allegra, pregna.   Tra dolmen e misteriose muraglie l’anima simile sorride … Continua a leggere Su foglie di quercia e spuma di mare

Il grigio e il drago. Routine e flusso vitale.

Ci sono nella Vita (con la “V” grande) delle verità-perla.Accecanti e scomode. Portatrici di doni incredibili.Solo per chi la fiducia di tapparsi il naso, chiudere gli occhi e tuffarsi nell’abisso, però.L’abisso è la casa della Fiducia (anche questa con la “F” grande) verso i segni, i movimenti di flusso, il sentire avulso da proiezioni, che qualcosa dentro di te, nel tuo sè profondo, può indicarti.Per chi ha paura di tapparsi il naso, chiudere e gli occhi e tuffarsi, resta la misurata, relativa, forse rassicurante, routine. Dal colore grigio cupo, a volte chiaro.Nero, rosso e bianco sono i colori dei fiori-premio … Continua a leggere Il grigio e il drago. Routine e flusso vitale.

La chiocciolina smarrita

C’era una sera una chiocciolina smarrita tra milioni di sassolini del colore della sua casetta. E c’erano, sempre quella sera, decine e decine di impreviste gigantesche persone che camminavano su quei sassolini. La chiocciolina non era stata evidentemente avvertita della pericolosa novità! Probabilmente fu perché all’improvviso ebbe sentore del mortale rischio che stava correndo, che prese la decisione di scegliere una sommità affidabile su cui rifugiarsi, e lestamente anche, magari in attesa che quello scompiglio fluisse via, lontano…così com’era arrivato. La scalata necessitava di determinazione e impegno; ma per rendersela più gradevole, e magari per sminuire l’angoscia di pericolo da … Continua a leggere La chiocciolina smarrita