Come diamanti ancora nella zolla.

Pallino
Come liberare un diamante dalla zolla che lo avvolge, metri e metri sotto terra. Il centro di noi, ciò che siamo realmente, il nostro unico personale Sé interiore è come un diamante: è lì, nascosto da un tempo senza tempo sotto strati e strati di altro materiale, il più disparato.
fioriture
Arrivare a riconoscerne l’esistenza, ad intuirlo, pur non vedendolo ancora, è già un importantissimo passo in avanti.
Un successo, proprio come un cercatore di diamanti sprofondato da anni nel fango pietroso di una miniera che nell’attimo di un giorno come tanti altri tocca la zolla giusta, il “segno” che indica e protegge la preziosissima pietra.

È un passo molto importante verso la conoscenza di ciò che siamo veramente; di come siamo veramente. Il primo passo.
sentieri

Da quel momento si rendono necessarie tutta una serie di operazioni che, non nel caso del diamante pietra ma del Sé che noi siamo, si traducono in esperienze di pratiche meditative. Non importa di quale scuola, di quale luogo, di quale maestro, né di quale tempo. Importa la costanza del cammino!
imparare

La stessa metafora è applicabile al lavoro di riconoscimento delle origini delle emozioni, positive e distruttive, comunque condizionanti.
sovrastrutture
Ripulire finemente i meccanismi mentali che le creano fino ad arrivare a riconoscerne l’origine e i motivi del loro insorgere, ci può rendere infinitamente forti, liberi, sereni, quindi: capaci di amare e di farci amare senza “afflizioni” (concetto buddista per indicare le emozioni), come ad esempio la paura di perdere le persone amate, il desiderio di qualcuno o qualcosa che diventa dipendenza, l’insicurezza che fa sentire fragili anche se non lo siamo.

Bisogna essere molto attenti nel non confondere la grossa, pesante e sporca zolla che contiene il luminoso diamante con il diamante stesso.

oltre l'apparire

Bisogna essere molto attenti nel non confondere la nostra personalità, il nostro ego con il Sé, l’essere vero meraviglioso che noi siamo.

conoscenza

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11 pensieri su “Come diamanti ancora nella zolla.

  1. fiducia nella presenza e bellezza del diamante,
    spesso lo si nasconde per timore di perderlo, per poi dimenticare di averlo nascosto e dove,
    le zolle a fare da protezione ad un tesoro, ma a proteggerlo da chi e da cosa,
    la luce non chiede altro che di passare tra i tagli del diamante e dividersi in mille colori

    Un arcobaleno per te, mia cara 🙂

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  2. Niente di più vero, Antonella. Esistono innumerovoli strade per raggiungere quel nucleo “perfetto” che ci portiamo dentro – ma ognuna consente di riscoprire la propria vera essenza…

    Ben tornata, Antonella!

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  3. Il primo passo..soltanto quello e il più è fatto…e guardarsi dentro sarà più bello come quel diamante la cui luce potrà rischiarare sguardi spenti e parole troppo presto dimenticate…ritrovare se stessi come la luce dopo il tunnel..,felici di esserne accecati..
    bentrovata Anto
    un abbraccio
    Angela

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    1. si, è proprio lì! 🙂
      I Bastioni: dedicati agli antichi popoli che in epoca premessapica (e quindi molto molto prima dei romani) si sono spostati venendo da queste parti, dalle remote regioni dell’Est per migrare in centro Europa.

      In piena estate io mi muovo poco in Otranto ed in orari…da sopravvivenza 😦 e magari ci saremo anche incrociate…chissà…
      Sei stata in quel bel negozio di musica, video e libri “Anima Mundi”? Nel tardo pomeriggio-sera è facile che io vada a stare un po’ là: un sereno incrocio tra il salotto buono degli amici e un centro socio-culturale 😉

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      1. sii! ci sono stata e abbiamo comprato anche un disco meraviglioso di Taranta.

        ero pure a Galatina la notte della taranta, c’erano delle ragazze molto giovani che la ballavano in un modo incantevole..

        e ti ho cercata tra i pochi che ballavano ma non ti ho vista.
        e poi mi e’ capitato un piccolo concerto a Galatina di sedicenni che suonavano benissimo. Li’ c’erano alcuni rappresentanti della scuola di Taranta del paese. e’ stato commovente credo fossero persone un po’ disturbate, ma ballavano molto bene.

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      2. infatti non c’ero.
        Discorso molto lungo e delicato quello del tarantismo e della pizzica, delle origini ed attuale…
        Magari ci faccio un post! 😉
        Dico solo, al volo, che la pizzica (non quella saltata dai turisti in modo parossistico, ma quella vera, delicata e profonda) è stata riconosciuta come musicoterapia vera e propria.

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