La porta segreta del giardino selvatico

Riprendo dei miei post da un blog in cui non scrivo piu’ e li ripubblico su “le mie” pietrenarranti. Ogni rigo che si scrive, ogni foto che si scatta, si sa, e’ un po’ come far nascere un fiore, un cucciolo, un figlio.
E’ un essere vivente, per noi preziosissimo.

 

intuizioni
Quando capita che mi arriva addosso una gioia, che non è merito mio!

O quando invece mi sento d’improvviso rivestire di una crosta d’irritazione
ma non ne avevo predisposto alcuna forma.
Altre volte è lo struggente desiderio di non so bene cosa,
che poi si rivela desiderio,
di me.
distanza
I binari si incrociano.
Partenze: arrivi.
La velocità spazio tempo è immisurabile;
non c’è.
Stazione-io. Tu-stazione.
Arrivano onde impetuose su colli che giorni prima o  tempo dopo han franato
loro malgrado
colate di sincera terracqua, o aria, o fuoco.
Terzo occhio. Quello che pulsava quand’ero bambina.
Chiudevo gli occhi di materia e giocavo a centrarmi la fronte con l’indice della mano sinistra.
Il mio essere ambidestra mi fa  sempre scegliere la prima volta che compio un gesto nuovo
la mano con cui poi lo compirò per sempre, senza più cambiare.
La fronte, in realtà un suo preciso punto che non sapevo essere una porta per intuizioni e percezioni, sembrava essere sotto la pressione di un cono d’aria denso e insistente
mentre l’indice vi si avvicinava.
Fino a toccarla, sempre, lì
tra le sopracciglia.

Piano si disvelano, con il pudore che resta quando si esce dalla porta di casa
il giorno in cui non c’è più guerra,
i ricordi di bambina. Ma,
come petali di cisto,  bisogna essere molto delicati con essi…
Le ferite del passato sono intarsi e ricami perenni
su cuori che pulsano
vita accesa.

giardininteriori
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13 pensieri su “La porta segreta del giardino selvatico

  1. Si può ancora chiudere gli occhi e decidere in quale stazione soffermarsi…fermarsi..prima che lo spazio-tempo inghiotta tutto lasciando quelle ferite ancora dischiuse…ma si sa il tempo è tiranno e lo spazio è il suo trno su cui da sempre siede….chissà dov’è finito il terzo occhio…la nostra telecamera di scorta…quella che silenziosamente ci proiettava colori e sogni interminabili e indimenticabili…chissà…

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  2. Le ferite che ogniuno di noi porta dentro di se sono dei solchi enormi ,che si deve cercare di superare.
    Si deve cercare di guardare avanti ,di pensare che il giorno che verra’ sara’ sempre diverso da quello che e’ trascorso.
    La vita si sa ….. va vissuta giorno per giorno ,e non si puo’ piu’ programmare …..
    Il nostro treno deve cercare si seguire dei binari che portano ad una destinazione reale non costruita,
    il treno va preso perche’ poi si spera che porti ……………………………………….
    un bacio Claudia

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    1. cmq, da qualche parte porterà… 🙂
      nel rutilare di vita di qsti gg mi viene il dubbio che, nonostante volessi rispondere al tuo bel sms, forse non l’ho fatto 😦 …se è così scusami! inoltre il cel è un po’ impazzito….cancella sms, ne sposta l’ordine, ‘nzomma: face comu ole!

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  3. “Quando capita che mi arriva addosso una gioia, che non è merito mio” e allora ti vien voglia di spalancarla quella porta per far entrare tutte le gioie del mondo……… ma succede che da quella porta entra anche il dolore e allora pensi che avresti fatto bene a tenerla chiusa quella porta, avresti perso una gioia ma avresti risparmiato anche un dolore, ma che vita sarebbe questa, grigia, piatta, senza emozioni………..mi sa che vado da un falegname e mi faccio spiegare il meccanismo di apertura e chiusura delle porte!! 🙂 🙂

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