Amicizia, rispetto, popoli e transe

Sembravo addormentata stanotte, bè un po’ lo ero, mentre l’auto carica d’amicizia procedeva in direzione casa.
In cinque più altri avevamo suonato tutta la sera in una strana taverna di una immensa villa della campagna salentina. Quadri e busti e altre sculture erano opera della padrona di casa. Eravamo stati contattati per suonare fra un mese ad un pranzo speciale e la via del ritorno era caratterizzata da questa discussione. Una delle anime amiche parte con una riflessione di cuore sul piacere e sul dovere di tutelare la portata culturale delle tradizioni popolari. Delle volte rifiutiamo inviti a suonare se la persona che ci contatta non ci sembra abbastanza rispettosa del mantenimento della tradizione originaria.
terra&note

L’amica forse crede che io dorma, la mia testa accanto alla sua; ma la sto ringraziando per quello che dice, per come lo dice, la sto ringraziando perché comunica ardore e pulizia agli amici nel piccolo abitacolo ed io lì, al centro del bozzolo a sentire uno dei sensi della vita.

Come la sensazione persistente del sudore accaldato nelle notti d’estate dopo una lunga serata di balli, sto tenendomi addosso i movimenti di almeno due pizziche molto, molto potenti che ho avuto la fortuna di suonare in questi giorni. Due serata ben riuscite, tranquille, che a un certo punto son diventate Volo…Viaggio. Come Godimento, di testa e di carne.
Terapia di guarigione e autoguarigione veicolata dalle musiche dei popoli del mondo.

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16 pensieri su “Amicizia, rispetto, popoli e transe

      1. Già la musica che sa toccare corde ed emozioni come nessuno mai…un pò come noi quando sappiamo il vero significato della parola amicizia…è la colonna sonora di vite vissute insieme…

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  1. “Delle volte rifiutiamo inviti a suonare se la persona che ci contatta non ci sembra abbastanza rispettosa del mantenimento della tradizione originaria”
    Essere capaci a dire no come forma di libertà da compromessi, come rispetto delle proprie convinzioni, come fiducia nelle cose in cui si crede anche se non ci credono in tanti.
    Grazie cara
    sono commossa

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    1. il tuo essere commossa mi fa capire che forse sono riuscita un pochino a trasmettere le mie sensazioni rispetto al tema.

      Del video che ho lincato, al di là della canzone che è splendida, volevo fare ascoltare le osservazioni finali dell’autore.

      Fatti sentire prestissimo sai?!

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  2. i tuoi balli Antonella.. la musica popolare..quasi me ne dimenticavo.
    Sono un pò assente qui ultimamente. Sono molto poco virtuale rispetto al passato.. è che sono così impegnata a vivere in questo momento.. anche se a volte non so più chi sono..
    ti abbraccio Antonella.

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    1. Tu sei ciò che vivi. Tu sei il luogo, fisico e non, in cui decidi di essere.
      Tu sei, anche se a volte ti sembra di non ti trovarti.

      I “miei” balli…è vero. I miei tamburelli a sonagli; e le castagnole…
      Stasera l’appuntamento è nel Palazzo Ducale di un paesino della Grecìa. Ma non potremo far tardi 😦 che domani la giornata varrà per tre!

      Ricambio abbraccio e affetto.

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  3. Legàmi…..Légami
    alla terra mia,
    ai miei sonagli bruni
    e ai tuoi tintinnanti
    alle zacareddhe intinte nel vino.

    Ti ho visto,
    occhi chiusi
    testa indietro

    contorni scomposti
    scomparsi

    sfuma la luce

    ti dissolvi

    come note, come sorriso

    come notti senza tempo

    come quella te
    che danza con coraggio nella luce
    nonostante le ombre.

    baci anto mia

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  4. Ohhh……,l’amicizia quanto la sento svolazzare in questo periodo.
    L’amicizia un dono che se si riesce a coltivare sa dare frutti dolcissimi,…..
    L’amicizia un dono che puo’ durare una vita se e’ fondato su pilastri solidi.
    Io che nell’amicizia sto dando tanto ,ma sto ricevendo ancora di piu’.
    Immagina ,il nostro gruppo preso a ballare(a tentare di muovere i passi della pizzica),con te che ci fai da maestra.
    Rispettare i movimenti,i passi,dei balli e una sensazione che bisogna provare.
    Un abbraccio Claudia.

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  5. ho come la sensazione che noi due pur non essendoci mai parlate ci siamo capite. tu piu’ spirituale io piu’ terrena piu’ pratica.

    e quindi non adatta a certe riflessioni. io sento le cose ma non le descrivo. non ne sono capace, non e’ possibie parlare di certe cose in maniera non-spirituale. mi sentirei non a mio agio anche solo a pensare di sentirle cosi’.

    e che volevo dire? non lo so, io guardo le cose per come si mettono.. per come si adagiano lungo la mia strada. e se si adagiano. a volte le trovo abbandonate sui lati, altre volte ci inciampo, ma mai in nessuna occasione in cui io abbia provato a descriverle ho provato soddisfazione.

    le sento ma non ne devo parlare. altriemnti svaniscono. e’ come un incantesimo.

    ciao!

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    1. svaniscono i concetti, ma non le vibrazioni, perché la differenza tra esseri affini è solo nel modo di comunicare le cose ma le vibrazioni che scorrono sono le stesse, se non è la trama…è l’ordito…ma a un certo punto, su degli incroci, ci si incontra 😉

      E’ stato bello per me ricevere questi tuoi commenti.

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