Ho acquistato un nido.

Tanto tempo fa feci un sogno: andavo via dal luogo in cui vivo. Andavo verso Nord, punto cardinale di partenza.
All’altezza dei Laghi, mi fermai, di colpo, e mi voltai per tornare indietro; verso la città delle pietre che sussurrano, poetano e urlano e verso un passato senza tempo che brucia vita, per chi vuole attingere al fiume sacro della memoria. Ero diventata un immenso leone, tanto immenso da posarmi con determinazione dura come diamante, dolce come crema di uova fresche e latte di riso sulla densa, piccola Città di Otranto. Un leone più grande della città, che era solo vecchia.
Il pensiero-comando: io resto qui!
Non ci volle molto a comprendere il senso di quel messaggio, e così degli altri che seguirono, tra visualizzazioni e insight. Gli esseri invisibili sono molto generosi; quando devono mettere alla prova e quando devono elargire sostegni.
Il Maestro, dalla tunica bianca, sulla soglia della caverna dei doni senza descrizione. La Signora dalla tunica nera, Morte-Vita con l’artiglio guaritore. Il drago e la spada protetta. Ali d’angelo in un volo di pace e libertà, capaci d’immergersi nel mare profondo di altre iniziazioni.
I demoni. Sostenuti da esseri umani inconsapevolmente schiavi; servitori che hanno venduto l’anima e subito dopo ne hanno percepito la sacralità, forse. Sicuramente, infelici. Ringhiano certezze fatte di carta marcia. La loro bile è verde e rancida perché non sopportano gli esseri che hanno imparato il valore del sorriso, primo segnale di una Fede che è arma invincibile.
Due generali han diretto l’esercito. La principessa delle terre che morivano a un certo punto chinò il capo, perché aveva capito che toccava a lei essere avanti a tutti: il volto a guisa di scudo, lo sguardo come fiamma, la schiena il carro da viaggio per tutte le battaglie.
Gli accadimenti, come in tutte le guerre, sono lunghi da narrare, scandalosi e noiosi.
E i pensieri sono forme agenti; le parole azioni evocate. Perciò, io affabulo di lieti fini.
Ho acquistato una casetta. Porta con sé l’impegno di una promessa di sangue. Parallelamente, il folle impegno a farmi restituire i famosi risparmi sudati di una vita, estorti carpendo fiducia.
Ci saranno altre battaglie. Quella simbolo l’ho vinta!
Questo post è per dire GRAZIE agli angeli.

Per entrare nel pratico, a breve mi trasferirò ☺

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13 pensieri su “Ho acquistato un nido.

  1. Ho sudato le fatidiche sette camicie per cercare di ca(r)pire il significato dei tuoi precedenti post. Di tutti gli altri, ma non di questo.
    Chissà perchè??? :=)
    Verrò ad Otranto per sostenerti nell’altra immane fatica:IL TRASLOCO!
    Sarà per me un piacere vedere crescere la tua tana.
    Auguri!

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    1. 🙂 ma chissà perché?! E cmq, non per ridimensionare il tuo entusiasmo ma questo post è anche OGGETTIVAMENTE più semplice da comprendere!! 🙂 🙂
      Inizio trasloco: questo prossimo fine settimana: si inizia con i libri e le civette!

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    1. Otranto, no? Per me questo luogo è “casa”. Dolce, viva, silenziosa, urlante, colorata, quieta, irrequieta…. senza tempo, piena di tutti i tempi contemporaneamente…
      Ricordi, il filo del nostro mare-vento? Dall’Ovest più lontano e alto al Sud più orientale….!

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