Oltre le lacerazioni. In epidermiche trasparenze.

Dissi che i piedi erano terra grassa.
Le ginocchia erbe di campo nutrite d’umida vita.
responsabilità
Il pube rovi di segreta fioritura. Secondo il tempo madre delle lune.
luoghi
L’addome è letto di calendule in raffinata accoglienza. Ci si avvicina con sfioramento di dita.
Nello stomaco filo spinato intorno a un geranio rosso. Petali di sangue.
Proprio dietro al cuore le lunghe piume, avvolgenti di luce come velluto bianco ordito di seta.
È sulla fronte che lo riconosci. L’essere senza spazio a cui hanno tagliato i polsi.
vitaintima
Ha un mandala d’oro bianco intarsiato d’eterea sabbia rosa, lì sulla fronte, tra gli occhi ancora stupìti, pozze salate.
Ultimamente lo trovi avvolto su se stesso, lì sulla scogliera della barca che è scheletro di ogni tempo.
tempo
Guarda la vita con occhi bambini; inadatti, è evidente.
Cerca di proteggere il piccolo corpo di materia di cui ha la responsabilità.
L’ho sentito chiedere aiuto nel vento selvatico di scirocco, che tratteggia artigli trappola tra rami non complici. Nella casa del leone.
lacasadeleone

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