Dopo la tempesta.

Sulla sabbia tetti divelti di stagionali cabine di legno, stabilmente piazzate sulla spiaggia, sembra da sempre.
Il vento ha voluto dire qualcosa. Messaggi duri nell’aria. Scaraventati tra gli ulivi da una pioggia devastante, ma non cattiva.
protezioni
Costruiamo paesi di carta e città-prigione di orrido cemento. Arriviamo a crederle solide. Poi, una notte arriva una piccola tempesta di fulmini, tuoni, acqua e vento e abbiamo in un istante, due possibilità: o imprechiamo contro la natura gratuitamente ostile e malvagia, oppure ci ricordiamo di essere energia pura fragilmente protetta da una struttura fisica tipica dei mammiferi.
strutture
Suona la campanella, per tutti e cinque i piani, che si ritrovano per com-prendere.
piani
Tempeste nel cuore e nella testa, per prendere atto di fanghi, residui di pozzi che, almeno quelli, non sono roba tua.

Qualcuno lo si sgratta a colpi di punta di spada e tagli impietosi. Io ho imparato. So cercare buoni alleati. Guerrieri di giustizia.

fertile
Uno di essi, duro generale stratega, m’ha detto: il lavoro con i lupi (poveri, veri, lupi!) lascialo fare a chi è abituato. Tu resta come sei! Tu…resta come sei….

Da altri io ho scelto di allontanarmi.

silenzio
Delicatezze e sacrifici sono utilmente spacciati per piagnistei da chi si è corazzato con carta velina.

pozzi
Sarebbe salita ancora la marea accompagnata da ghigni e urla, creature di un mondo remoto; ma non mio. Profondamente solo.

(Il Sutra del Loto, preghiera)

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10 pensieri su “Dopo la tempesta.

  1. Sta passando novembre, il peggio forse è passato forse no,chissà…come sarà il futuro per chi si sente profondamente solo..La natura ha dato i suoi avvertimenti,noi umani possiamo percepirli..foglie abbattute miseramente dal vento.Energia ci aiuterà.
    Buona domenica
    Angela

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  2. “Da altri io ho scelto di allontanarmi”

    E’ forse un nostro compito quello di tenere pulito lo spazio intorno a noi e non permettere a lungo passi imbrattati di fango. Che ognuno si tenga il suo.

    E accanto alla capacità di allontanare e/o allontanarmi sto sperimentando ultimamente la capacità di non sentirmi “cattiva” per le decisioni prese.

    🙂

    E’ curioso che della pioggia, del vento, della bufera di venerdì sera/notte non ho sentito niente. Dormivo!!
    Ciao, bella signora

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    1. c’era un tempo il monaco buddista Fukio che come pratica meditative usava onorare sempre, senza distinzioni, l’altro da sè. Ne onorava il dio interiore, che è in ognuno di noi. Un giorno onorò una persona; lo faceva sempre inchinandosi profondamente. Questa persona per tutta risposta lo colpì violentemente con un bastone.
      Allora Fukio non disse nulla. Indietreggiò, di tanti passi; la distanza giusta per non essere colpito più. Si piegò di nuovo in avanti ed onorò il dio che era in quella persona.

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  3. Hai ragione Antonella,il tempo nei giorni scorsi non e’ stato per niente clemente con noi.L’altra sera ero al mare,il vento e il mare cosi’ arrabbiati ,infuriati,e sentirsi allo stesso modo,ma non riuscire a portare fuori tutta la rabbia che si ha dentro,mi fa star molto male.
    Se ogni persona ha la forza di buttare tutto all’aria,di far volare tutto e poi aprire gli occhi, svegliarsi e vedere che quello che si aveva prima e’ diverso ,cambiato o non c’e’ piu’ e ricominciare da capo sarebbe bello ,ma anche pericoloso perche’ si sa che la nostra vita la possiamo aggiustare o rovinare solo con le nostre mani,con i nostri gesti.Antonella in questo periodo mi sto facendo del male da sola,perche’ non riesco piu’ a conciliare famiglia,marito,me stessa,non ci sono proprio.Mi capita spesso di chiudere gli occhi durante la giornata,per poter trovare la forza ,di darmi delle risposte ma mi riesce difficile.Non riesco neanche piu’ a scrivere nuovi post,non mi so’ piu’ trovare.Un grande abbraccio claudia.

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  4. Grazie Antonella,
    sai quanto questo Sutra sia importante nella mia vita, e sai quanto comprendo quello che hai scritto e quanta prudenza, coraggio e fede leggo nelle tue parole, e ne sono felice.
    Io durante la tempesta ero in macchina, gustandomi la rispettosa paura che la forza della natura mi dona. Sarei uscita comunque, perchè mi piace quando c’è energia nell’aria, ma avevo un ottimo motivo, a Bari c’era la presentazione del libro della Luisa Ruggio. Che meraviglia!!!

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