Dopo la tempesta.

Sulla sabbia tetti divelti di stagionali cabine di legno, stabilmente piazzate sulla spiaggia, sembra da sempre.Il vento ha voluto dire qualcosa. Messaggi duri nell’aria. Scaraventati tra gli ulivi da una pioggia devastante, ma non cattiva.Costruiamo paesi di carta e città-prigione di orrido cemento. Arriviamo a crederle solide. Poi, una notte arriva una piccola tempesta di fulmini, tuoni, acqua e vento e abbiamo in un istante, due possibilità: o imprechiamo contro la natura gratuitamente ostile e malvagia, oppure ci ricordiamo di essere energia pura fragilmente protetta da una struttura fisica tipica dei mammiferi.Suona la campanella, per tutti e cinque i piani, … Continua a leggere Dopo la tempesta.

Segni, respiri, ali

Nel tempo di un attimo. È in “quel” tempo che nuove vite fioriscono. Altre si spezzano. Oppure, si diluiscono; gocce d’olio intrise d’acqua che non possono più essere una sola sostanza. Gli spazi (si) separano.Ieri mattina mentre sorpassavo due auto lungo un tranquillo rettilineo, assorta da pensieri di responsabilità, una delle due auto improvvisamente ha iniziato un proprio deciso sorpasso. Mi è arrivata addosso. Davanti a me il guard rail; poi una piazzola; la strada si muoveva troppo velocemente.Non è stata mia quella lucidità nella mente che mi ha fatto compiere le migliori azioni possibili per rallentare ma non troppo … Continua a leggere Segni, respiri, ali

La sera con gli amici

accadono cose che emozionano.L’antica lingua di un lembo della mia terra, il Salento, a sua volta lembo di una regione che è lembo di una nazione, è ricordata dagli anziani dei paesi dell Grecìa Salentina. E’ il griko, lingua per amanti e poeti; lingua quindi per tutti, da queste parti! La cantano poggiandosi la mano sul cuore mentre qualcuno suona una fisarmonica.E c’è il dialetto, che compone canti di passione amorosa, di sessualità (ebbene sì), di migrazioni, di lavoro pesante e di osterie.Ecosistema denso, il Salento; densissimo di vita. Odora ancora di antico.Un gentile ed educato pasticciere di Ostuni che … Continua a leggere La sera con gli amici

Fermenti di zenzero e cannella. Con un retrogusto di bucce d’arancia amara.

Un braccio racconta silenzioso la trepidazione del contatto. Ricerca che si reitera. Il busto risponde, prontamente, inclinandosi su onde che fibrillano. Passioni delicate; regole d’amor cortese. Qualcuno scatta foto. Istanti d’allegro dopolavoro. Le amicizie si frammischiano a feedback d’ammirazione educata e coinvolgente. Nella piazza notturna un’improbabile fontana attrae l’attenzione androgina di chi è in questo tempo ma lotta una battaglia impari con l’anima che lo trascina caparbia indietro di troppo. Conosco le sere che sanno di luna lucida, tra sapori freschi di trattorie di paese; abbracci stretti, tanti, con anime belle; tisane d’arancio e cannella in compagnia di un figlio … Continua a leggere Fermenti di zenzero e cannella. Con un retrogusto di bucce d’arancia amara.

Fuochi nei campi e vino novello

Piccoli fuochi vividi appaiono, rigorosamente solo, all’imbrunire nei campi della mia terra, tra gli ulivi. I contadini sono poeti senza saperlo. Si attraversano dedali di vie tra un paese e l’altro di questo luogo nel Sud piccolo come una piccola isola e sconfinato come un tempo era il suo mare. Oltre il ciglio dopo i rovi o il mirto, oppure dopo cespugli di querce, selvatico recinto di macchia mediterranea, seminascosti odorosi attraenti i fuochi sotto gli alberi promettono danze misteriose, convivi per iniziati, esplorazioni un po’ inquietanti. L’autunno è così dalle mie parti, all’imbrunire e poi a notte fonda. Basta … Continua a leggere Fuochi nei campi e vino novello