E’ una questione di madrinati

piedi-femmina
Domenica per le strade circolava un vento pulito di tramontana. In una casa, attorno a un tavolo da pranzo fiori di ogni età. Un supersucculento pranzo vegetariano per la festa di battesimo: nasceva un nuovo blog.
Pasta fasta in casa con sugo di pomodoro (pure fatto in casa) e ricotta “scante”; soufflè di funghi; pittule; melanzane fritte con menta; insalata di rucola, cocomero e olive. Pesche, uva e noci, prima della crostata (pure questa preparata dalla padrona di casa nonché del nascendo nuovo blog!). Vino rosso di uve negroamaro, il filo conduttore… diciamo conduttore…
Abbiamo prima banchettato e poi creato il new blog con l’ausilio, ammettiamolo, di due provvidenziali tisane dopopasto. Risate, riflessioni, mangiamienti de capu.
meraviglie
Dalle mie parti in tempo di povertà usava che quando una famiglia riusciva ad acquistare un oggetto importante per la casa, come una macchina da cucire o un frigorifero, veniva chiamato il parroco per la benedizione. Un vero e proprio battesimo quindi; che abbisognava di una commare, perché questi erano riti gestiti in modo matriarcale.
ginecei
La donna che mi ha chiesto di fare da madrina ad un evento nuovo ed emozionante nella sua vita, l’apertura di un blog, è Maria Grazia di http://www.ventoefiori.blogs.it Una giovane donna dallo sguardo mediterraneo, che veste in modo  sportivo e lavora in “prima linea”, MA per certe cose è come me: allegramente e rispettosamente all’antica.
Da Patrizia ad Antonella; da Antonella a Maria Grazia.
Come con altre animebelle, un madrinato che si perpetua.
femmine-sale
Atti simbolici semplici, nulla di esoterico, ma quanta attenzione.
Per il riconoscimento della “carta d’identità” di Maria Grazia rimando alle splendide, giovanissime e brave “anziane” del blog villaggio!
sapere-femmina
I maschetti siano clementi, ma sono femmina e concetti come matriarcato e madrinato mi entusiasmano e mi arricchiscono.

The truth trip how flowers in the wind…

p.s Ringrazio la commare per la pianta di ciclamino

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55 pensieri su “E’ una questione di madrinati

  1. andando a lavorare mi sono fermata ad un bar per comprare dei dolci da offrire ai colleghi che mi hanno chiesto se festeggiavo qualcosa. No, ho risposto, ho piacere a condividere con voi la colazione.
    Certamente c’era qualcosa da festeggiare e non lo sapevo.
    Non è da tutti i giorni visitare il primo blog e trovare il tuo post, cara Antonella, dedicato alla splendida giornata di domenica.
    Ho bisogno di fare silenzio e rileggerlo
    Sono commossa da tanta attenzione. Grazie
    Buona giornata di ogni bene. :):):)
    mg

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    1. Signorinaaaaa!!!! Dove seiiii???
      Io sarò via nel fine settimana. Attendo belle sorprese lunedì, saiiii???
      Un caro abbraccio,
      la cummare!

      p.s. molto probabilmente domenica sera al ritorno dal Campo mi fermerò a Muro a godere della transemusic dei Mascarimirì. Tu ci sarai? 😉

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      1. Lavoro tanto e sto trascurando anche il blog, quindi il mio spazio. Leggo il tuo commento stamattina come un campanellino, come quello tra i tuoi capelli, che mi richiama all’attenzione. Grazie bella.
        Buon lavoro con i ragazzi che avranno la fortuna di lavorare con te.
        Cosa succederà lunedi?
        Buona giornata e buon lavoro

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      2. volevo dire che lunedì sera rientrerò nel blog, dopo una 10 ore di lavoro no stop e mi farebbe piacere trovare…”qualche” bel post… 😉

        Kiss. Sono appena rientrata. Sopravvissuta 🙂

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      3. Bentornata, cara. Ti ci vorrebbe una bella tisana calda con il miele.
        Il post arriverà, parola di “giovane” marmotta; ed io che immaginavo una bella sorpresa che riguardava te personalmente, io comunque te lo auguro. 🙂
        Ciao
        Buona serata

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      4. niente belle sorprese personali…sorry 🙂

        e la tisana ora me la faccio. mi sa che dopo vengo a Muro: sono stanca a stozze, ma ho bisogno di rilassarmi con un po’ di musica piacevole, prima di coricarmi schiantata! 🙂

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  2. A casa mia, in questi giorni, sta girando un libro che ho regalato a Dunja per il suo compleanno: si chiama “Il linguaggio della Dea”, della Gimbutas, e parla di come ci sia stato un tempo in cui la società e le famiglie erano matriarcali – la Dea Madre era l’inizio di tutto.

    E io credo che esistano linee che passano attraverso il tempo, di madre in figlia – lo vedo ad esempio nelle cure dei figli, e nel linguaggio per descriverle, che è solo materno (a casa nostra, dove la madrelingua di Dunja è lo sloveno, la cosa è ancora più evidente: i bambini si allevano nella lingua della madre, non in quella del padre).

    Quindi, da maschietto, mi inchino di fronte a questo rito tutto femminile di nascita di un nuovo blog…

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  3. Antonè grazie x le splendide emozioni che mi trasmetti ogni volta che leggo un tuo post…
    Un bacione a te e un augurio e saluto alla tua amica/cummari MariaGrazia…

    a presto Grazia

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  4. cara Antonella,
    se è vero che io “vedo”, è altrettanto vero che tu “hai visto e sentito” molte cose di me.
    “allegramente e rispettosamente all’antica”……che bello!
    Ed io che mi illudo di mostrarmi moderna. Sforzo vano. 😦
    Sorrido, sorrido, le foto scelte con cura mettono allegria…….
    la donna con la bambina………… deglutisco, non ho saliva, è risalita fino agli occhi che si riempiono;
    sembra dire che a lei non può succedere niente di male, un cerchio intorno la protegge, è di una serenità disarmante.
    Apro le braccia per abbracciarti e ringraziarti per avermi permesso d far parte del tuo cerchio fatto di splendide donne (ed uomini)

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    1. “quella” donna e “quella” bambina… immagine che hai colto in pieno. Ti dirò in privato “chi” sono…rappresentanti di un femminile antico-moderno che sa curare in silenzio, con gratuità, senza nulla chiedere in cambio e senza dirlo…

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  5. cioe’…tipo figlie dei fiori? 🙂

    cioe’… in cerchio tipo le … 🙂

    cioe’… vento tipico di fine settembre/ottobre…

    cioe’… “ma continuiamo ad ingerire roba solida, nonostante il nostro corpo sia per il 70% di acqua! ” 🙂 🙂

    CASPITA CHE MENU’ LUCULLIANO ! vien quasi voglia di aprire un altro blog! 😉

    …io quando compro un oggetto nuovo (non ultimo, una tv ) LO INONDO DI FOTO… anche questa e’ una celebrazione… e poi le mostro/invio a chi sa condividere la felicita’ altrui…
    infatti anche alcuni miei amici fan lo stesso…
    uno di questi, l’ altro giorno, mi ha inviato TANTO DI VIDEO DI 3 MINUTI della Sua Cucina nuova di pacca ! …

    bello, no?!…

    LA FELICITA’ SI GODE A PIENO, SOLO SE CONDIVISA.

    Eros

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      1. Fai bene a correggere il mio finto inglese!
        Noti però il coraggio che ci metto a provare a scrivere? Non è da lodare?

        Le risposte sono molto spesso nel vento… e spesso restano inascoltate.

        p.s. no “shcanda”: SCANTE! e non è “tosta”… che ricotte conosci??? 🙂

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      2. In Puglia, si usa la RICOTTA TOSTA da grattuggiare sulle orecchiette… ossia ” I RICCHITELL “… una prelibatezza che anche alcuni ristoranti-pugliesi a Milano, ovviamente, propongono…

        nessuna figura… scambi di ETNOLOGIE… e’ d’uopo.

        A d’uopo… ehm..pardon… A DOPO ! 🙂

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      3. dimenticavo… quella SCANTA invece… fonetica, SHKAND… 🙂 detta anche FORTE, ma trattasi di ricotta morbida quasi da spalmare…

        se no erro… means SBIANCATA … da CANDore… un etimo che dev’essere una cosa del genere…

        tanto che per dire “mi son spaventato” si dice

        ” MI SO’ SHKAND’euD ” … ossia SBIANCATO DALLA PAURA…

        Ok… alla prossima! 🙂

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      4. Ho capito qual’è il problema: si confonde sempre il Salento con il resto della Puglia.
        Il Salento è un “regione” a sè: morfologicamente, linguisticamente, storicamente, culturalmente, per molte cose anche gastronomicamente.
        Magari ci farò un post! 🙂

        Info culinaria importantissima: la ricotta scante è una crema di ricotta piccante, ancora fatta anche in casa. L’altra è formaggio-ricotta da grattuggiare, da distinguere dall’equivalente fresco che si usa d’estate: UNA DELIZIA INDESCRIVIBILE!

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      5. ok…ma che fai?…della DISCRIMINAZIONE regionale? FEDERALISMO PUGLIESE ? 🙂

        ahia iahiiii ! … il fatto e’ che hai ragione… ogni regione ha i suoi dialetti e i suoi menu’ e sottodialetti e sottomenu’… ovunque si metta piede in ITALIA c’e’ STORIA CULTURA ETNOLOGIA FOLKLORE…

        Figuriamoci sta BAGIANATA della INTEGRAZIONE …!!! MADDECHEEEE?!?!? In Italia…IMPOSSIBILE ! specie per chi non ha nessuna voglia di VENIRE INCONTRO…

        e ci siamo capiti!

        Ma se gia’ un salentino rivendica la non somiglianza col resto della Puglia… figuriamoci come si puo’ anche solo IMMAGINARE che chi e’ DIAMTRALMENTE OPPOSTO A NOI ITALIANI CI SOMIGLI MAI… O NOI A LORO !!!

        se non e’ Utopia pura questa!? …

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      6. senti… ma, on a different note:

        TORTINO DI RICOTTA… e spinaci, vogliamo parlarne?

        RICOTTA, ZUCCHERO E CANNELLA!!! vogliamo DESSERTarne…cioe’…DISSERTARNE??? 🙂

        comunque…la RICOTTA TOSTA… la morte sua (non nel senso romano di mortacci-sua) e’ sulle ORECCHIETTE !

        SALENTO, LA PATRIA DELU SOLE DELU MARE E DELU VIENTU !!! 🙂

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      7. Il Salento non è solo sole mare e jentu; anche!
        E’ una terra molto complessa, impossibile svelarla nel chiasso estivo. Impossibile descriverla con poche parole, o perlomeno io ancora non ci riesco.

        p.s. sulle orecchiette prova il formaggio-ricotta fresco d’estate e la ricotta scante d’inverno. Roba da salentini. Poi mi dirai…

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    1. hai PER CASO qualcosa contro le figlie dei fiori??? 🙂

      hai PER CASO qualcosa contro le …..??? 🙂

      Per il pranzo: è valso OVVIAMENTE anche come cena…e come colazione solida… 🙂

      il video della cucina… idea simaptica 🙂

      Siamo animali sociali, c’è poco da fare…

      Ciao Eros.

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    1. Ma hai visto che combino? 😦
      Decisa lo sono di sicuro: fare la cenerentola mi rode…! Pensa che una volta con la stessa motivazione di partecipazione a cose che mi piacciono e di orgoglio, perché no!, mi sono ritrovata a lanciarmi con un paracadute…e non ero ancora mai salita su un aereo.
      Dici che ho speranze…, con l’inglese? 😦

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  6. Mah sarà che questi riti di iniziazione in senso buono mi affascinano e tutto il post brulica di fascino antico e moderno come possiamo essere noi donne.Bella l’idea del paracadute,non ti manca cerca il coraggio ed il senso della sfida,ti fa onore.
    Buona serata
    Angela

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    1. eh, guarda non so se mi fa onore, il senso della sfida; so che molte volte mi ha salvato la vita da “morti” energetiche… ma neppure questo a volte so se è un bene…si, dovrei dire si si ma…bo’, non so…
      Buona serata a te, io me ne vado a suonare in trattoria con gli amici, semplicemente, ‘che so che è una fortuna.

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  7. Stanotte ti ho sognata:”vedo sulla parte sinistra del mio blog una poesia scritta da te; alla fine del testo, a destra, una firma: Qec”
    Il primo pensiero è stato il libro di Qoèlet o Ecclesiaste.
    Dalla Bibbia leggo che:
    Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme, è un libro sapienziale
    La parola “Qoèlet” è un nome comune che benchè di forma femminile, si costruisce con il maschile
    Qoèlet: l’uoma dell’assemblea, ossia il maestro, l’oratore
    Sarà l’occasione per leggere/rileggerne qualche passo
    Buona notte e sogni d’oro
    MG

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    1. questo è un donopesante…
      da una persona come te, che misura ogni parola e di ognuna ne sente tutte le risonanze.
      perché “ora”, questo sogno-dono?
      Me lo porto a letto, lo poso sulla testa.

      Luisaruggio in un post in http://www.parolemeridiane.blogs.it (tempo tintore) ha scritto un commento molto toccante facendo riferimento proprio al Libro di Qoèlet. E con lei Zabrinsky.

      Qoèlet ritorna. Provo ad ascoltare.

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  8. Cara Antonella,
    rimandava sempre per trovare qualche minuto in più per scriverti;
    che dirti… questo post è come te: prezioso e vero;
    deve essere stato veramente una gran bella cosa;

    tu come stai?
    io, sopravvivo agli autunni e agli inverni, mettiamola così, perchè cerco di portarmi un pò di primavera dentro e di godere dei raggio del sole, sempre!

    un abbraccio
    AUrelia

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    1. vedo infatti che nelle tue foto c’è sempre attenzione a che non manchi il sole o l’aria luminosa.

      Si, è stato molto piacevole accettare l’invito di Maria Grazia; lei è una persona molto profonda e molto semplice, oltre che estremamente discreta, perciò non mi sembra di essermi “impegnata” per aiutarla a creare il suo blog (che io mica sono brava a farlo!), in realtà abbiamo riso molto.
      La benedizione delle risate, quando ci sono.

      Ma tu dov’è che vivi? Che mica l’ho capito.

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      1. scusate, disturbo?
        vedo che siete in linea Antonella e Aurelia.
        Ho riso da sola perchè mi veniva di andare alla finestra per vedervi affacciare tutte e due. 🙂
        Ciao

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    1. …anche tu, Bruta…! 😦

      Sto impicciata tra programma didattico e menù del campo scuola..contatti tranquillizzanti con genitori apprensivi, incontri organizzativi con gli insegnanti, informativi con gli educatori… questo per il Centro di Esperienza.
      Nel sociale stiamo chiudendo due progetti di piano di zona con laboratori di musica e scrittura.
      E poi…
      ecc
      ecc
      ecc 😦
      ma giuro che non mi lamento!
      Ti mancano i miei fantastici post???? 🙂 🙂 🙂

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    2. Ciao cara. Letto mail in uscita e in entrata? Attendo tue news lunedì.
      E magari al campo scuola, avrò qualche secondo di pausa per raccogliere le parole nella testa e preparare qualche post, di quelli che cominciano a “calcarmi” un po’ nel cervello e un po’ nel cuore ma che non riesco a collocare nel giusto tempo di un quotidiano forsennato.
      Ieri il mio corpo ha proprio protestato, ma stavolta non è colpa mia, quindi non mi sgridare: le telefonate sono proseguite fino alle 11 di sera, che già ero a letto 😦
      Trascorri un bel fine settimana!

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  9. Un vero e proprio rito d’inizazione, dunque!! Che bello! Intanto a me è venuta una gran fame a leggere di tutte quelle prelibatezze! Sarà la gravidanza… ultimamente, riesco a mandar giù ciò che in precedenza mi sarei sognata!:wave: Giulia

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    1. 🙂
      manca anche a me lo scrivere e tutto il rito che ci metto intorno.
      E’ che sono in un periodo di chiusura di progetti ed altre cose impellenti. Sto sopravvivendo a me stessa.
      Ma ce la farò! Passerà!

      Ricambio di cuore l’Abbraccio.

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