Come si costruisce un tepee

il nostro tepee

Sempre nell’ambito di Nature and Rituals, uno dei modi per lavorare sull’identità del gruppo, il sostegno tra i singoli partecipanti (che a causa del freddo, dell’impegno fisico e dei ritmi incalzanti serviva. Oh, se serviva!), il recupero del rapporto con gli elementi naturali, è stato di costruire un tepee.

Trasportare i pali con l’aiuto dei compagni, inchiodarli, legarli
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annodarvi le fascette colorate beneaugurali
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metterli assieme e innalzarli
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sovrapporci il grande telo
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e poi raccogliere la legna nella foresta (ovviamente fradicia), trovare humus asciutto,
e riuscire ad accenderci un fuoco
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e con quel fuoco la sera cuocerci del cibo…
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è un’esperienza che concentra in sè un insieme di esperienze fisiche, mentali, emotive,
anche contrastanti; a volte destabilizzanti.
Che lasciano un buon sapore…e un senso di gratitudine per sè stessi (la voglia e il coraggio di partecipare a tutte le attività senza mai indietreggiare), per i compagni di avventura (pazienti, sorridenti, ottimisti), per il pianeta, Gaia, la Grande Madre che tanto ci sopporta.
raro momento di riposo
Namastè

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23 pensieri su “Come si costruisce un tepee

  1. mi hai fatto ricordare le esperienze dei campi scuola e dei campi di lavoro: esperienze uniche, ricche di gesti, comportamenti, modalità di stare insieme e tanto altro che difficilmente si ritrovano nella vita di ogni giorno ma che in qualche modo colorano con un inchiostro indelebile.
    Ciao, bella
    MG

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    1. indelebile…sicuro!!! di più colori..!

      è stato bello incrociarti l’altro pomeriggio. peccato che dovevi andare via, sapessi come alcuni dei nostri serissimi operatori hanno chiuso il lavoro (Aventaggiato incluso!)! …te lo dico..?
      Dai, vediamo se lo immagini… 😉

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      1. A me accade spesso di essere, in ufficio, esageratamente seria=ingessata, diciamo pure noiosa, diciamo pure antipatica, diciamo pure insopportabile.
        E’ tutta una questione di cerchio che ognuno di noi costruisce intorno a sè e che è più o meno ampio a seconda di quanto vogliamo permettere agli altri di avvicinarsi a noi. Se dovessi immaginare una scena sarebbe quella del Presidente che balla la pizzica.
        E il cerchio si apre……….. che invidia!
        Ti auguro una buona giornata.
        MG

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      2. sono curiosa, mi sarebbe piaciuto esserci.
        Come va il fastidio ai denti? Spero tu stia bene, anche perchè devi essere in gran forma per la “cerimonia” di domenica. Sono emozionata. Non vedo l’ora.
        Buona serata, “cummare” mia
        MG

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      3. va bene, va bene. l’intervento è stato meno devastante del solito…la mia mamma m’ha fatta con le gengive troppo esili… avesse fatto esile qualche altra parte…! 😦

        Cerimonia di cummaraggiu molto salentino con insalatina sacra! 🙂

        Già!

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    1. Bè Giulia, per drammatizzare, in prima fila mi volevo mettere solo quando eravamo nel tepee, ‘che era l’unico modo per stare caldi! 😦
      Per il resto avessi potuto, senza ledere la mia dignità, lo spirito di gruppo e il motivo per cui ero andata fin là, …sarei stata volentieri in ultimissima fila!!! 🙂

      Grazie per i complimenti, visto che mi sembra ancora di essere una sopravvissuta: un essere dei meridioni del mondo che sopravvive a prove psico-fisiche al freddo e al gelo… 🙂

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  2. io ho una treccia privata del suo sacro suono.
    Campanello sparito.
    Ora di trovarne un altro?
    Possibile che nel delirio di quel pomeriggio abbia attaccato a te il mio? (sarebbe troppo bello)
    Mi ricordo il tuo massaggio e tutto l’amore che si respirava in quella casa.
    ti abbraccio dolcemente
    la fraffatina

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    1. il massaggio era il MINISSIMO gesto di accoglienza che potevi ricevere, vista la tua paziente disponibilità a dare una mano in quelle cose …moderne!! 🙂

      Stasera facciamo la verifica campanelli, ok?

      L’amore che si respira in casa mia…tu lo sai un po’, è frutto di lunghi processi di vita (esperienze non negate; dolori senza confini; conoscenze; piedi per terra tanto da sentirsi “aprire” le piante dalla fatica; cuore verso il sole, anche quando dalle nuvole scendevano saette, e tanto di più…). E dipende anche dalla mia irremovibilità nel decidere di accogliere solo… chi mi piace a me! 😉 (ti ricorda nulla? 🙂 )

      A stasera per l’abbraccio e un calice di buon rosso (mercoledì è stato molto piacevole; abbiamo financo improvvisato una ronda vera…nella puteca…!)

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  3. Complimenti davvero è bello vedere che altre persone condividono questa passione…

    p.s.
    se posso permettermi ti do un piccolo consiglio;
    non legate nulla superficie dei pali che sarà coperta dal telo poichè se piove l’acqua scorre sul palo (o canna di bambu)ed arriva in terra, se invece ci sono delle cordine beneaugurali l’acqua gocciolrà alla tenda.

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    1. giusto! Però le cordine beneaugurali son belle vero? 🙂

      avrei voluto postare anche le foto di un’altra capanna, costruita a fini rituali, ma…non so…non è accaduto. Forse era un’esperienza troppo intima…

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