Il tempo tintore

C’è un tempo per navigare. Uno per progettare approdi.
C’è un tempo per staccare le mani dal timone. Un altro per osservare la meta, che sembra sia stata abbozzata un momento prima; altre volte vite prima.
congiunzioni
C’è un tempo per aprire la porta. Un altro per preparare uno zaino; è sufficiente.
due
Una serie di fuochi sacri hanno puntellato il senso dell’ultimo solstizio d’inverno.
Quello del tempo giusto. Non prima.
circolaredioniso
Canali tenuti aperti con la tenacia di chi ha perso quasi tutto per strada, spostandosi da una locanda all’altra e nutrendosi di accoglienze confortevolmente subdole.
Da ciò che resta si attinge una forza che sembra sovraumana. Sembra.
Si può attraversare il fuoco. Anche un piccolo salto è una prova grande. A suggello i compagni di una notte urlano la vittoria.
passaggi
Si possono versare forme pensiero nell’inchiostro che caratterizzerà la carta bianca prescelta per sciogliersi nel lago di cera gialla dai confini trasparenti. Mille occhi di qui e altrove garantiscono il limite. E a volte non basta. I pensieri esplodono; disperazioni e desideri che abbisognano di oceani.
dissolvere
Si può anche accettare di nutrirsi ad una tavola imbandita dalla corte di un cercatore di Grazie a suonare senza compenso in onore di un rito severo.
Si immolano zagarelle, dopo aver coccolato di balsamo il cuore e averlo avvertito che sarà, di nuovo, lanciato a rotolare e scivolare e nuotare lungo le scarpate e i delta della vita.
passaggisegreti
Ci si può trovare a fare scomodamente i conti con una comprensione che sa troppo di pace per un esserino che in una vita intera ha agognato l’abbraccio del padre. Quando non serve più, s’affaccia prepotente il perdono. Anche la luce frantuma, nel momento in cui deborda, la visione.
luce
Poi, praticamente da un momento all’altro, si crolla stremati.
Tutto quello che poteva essere compiuto per ringraziare, per chiedere, per osare, è stato fatto. Resta la sensazione contraddittoria di spossatezza soddisfatta e di eccitazione timorosa.
Attese e tempo declinato.
Così, il guerriero arriva prepotente in punta di piedi mentre la testa sta programmando il passo dalla sabbia sottile e morbida, a monti tanto lontani da sembrare ostili.
Mentre l’anima sta dormicchiando; giusto una pausa.
Ma si sveglia; e comprende subito. Subito. Il cuore conferma, con la gioia semplice dei bambini. La mente si attiva per inventare verifiche; certi giochi glieli si può anche concedere.
L’arrivo è intenso, intimo, totalizzante; senza spazi di contrattazione.
La vita non contratta. Dà. A quel punto non c’è più scelta.
In verità, una scelta c’è sempre. Garanzia e trappola del libero arbitrio.
A sinistra del bivio si prospettano i territori sconosciuti leggibili solo con la mappa dei cuori aperti.
cuori
A destra la rassicurante topografia di una rete urbana sclerotizzata ma familiare.
Vita o morte.
Vivere o sopravvivere.
Coraggio o sicurezza.
Fiume o stagno.
Piedi nudi o tacchi a spillo.
Biasimo e giudizio sono parole dissolte in un vocabolario dalla personalità assertiva. Solare compagno di stanza.
Sul ciglio del cammino a sinistra, già pronti, c’erano atti magici: mani di potere decise a modellare curve impensabilmente intime; note sospese nell’aria resa satura da sguardi che hanno scelto di non voltarsi davanti alle prove; una leva per aprire battenti-trappola; lacrime partorite su un volto concesso per com-passione dell’altro.
Amore.
Indicazioni.
Incarichi.
Impegno.
Allegria.
Respiro lento, prima di iniziare La trasformazione.
centro
A protezione della Stella del Sud il Guerriero ha lasciato un Angelo potente.
Per compagnia, un Angelo danzatore che si diletta di scrittura.
iemanja
I passi sono fatti di ali.

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34 pensieri su “Il tempo tintore

  1. Antonella..ma quanto cola da questi versi?
    Meno male che l’angelo buono che si diletta di scrittura e sul finale, quindi lascia un gusto “buono” sulle ferite prima lette.
    Sei un pozzo senza fine di profondità…e permettemi di dirtelo, di insegnamento!

    Ti abbraccio

    Serena notte
    Aurelia

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      1. “c’è un tempo per nascere e un tempo per morire
        c’è un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante
        c’è un tempo per uccidere e un tempo per guarire
        c’è un tempo per piangere e un tempo ridere
        c’è un tempo per gemere e un tempo per ballare
        c’è un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci
        c’è un tempo per amare e un tempo per odiare…”

        ( Qoelet )

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  2. Mah che dire vedo tanta poesia in ciò che racconti ma anche momenti di sofferenza.Il tempo sa tingere e scolorire sa regalare e togliere ma cogliamone sempre gli elementi positivi finchè ci è concesso.
    Buona giornata

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  3. Il tutto ha fatto bello nel suo punto
    (Kohelet/Ecclesiaste)

    anche nel profondo del buio più buio che è il crepuscolo in cui gli occhi perdono i riferimenti precisi in quella luce non luce, anche lì c’è punto dove esso è bello. Tu lo cogli. grazie Anto.

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    1. Altrimenti che le buscheremmo a fare, migrando tenaci tra capanne lakota e boschi notturni; accettando immersioni di teste in acque gelate; insozzandoci di fango dissolto dai tamburi; alzando le mani al cielo e affrontando kilometri; esprimendo verità che spaventano gli altri tanto da lasciarci spesso l’amaro in bocca come premio per l’onestà?
      La mia terra è generosa di tantissime varietà di fiori, la maggior parte di essisono nelle liste della flora protetta. Sono tutti molto piccoli; tanto piccoli che la maggior parte delle persone ci cammina accanto, li schiaccia, e non li vede.

      T’abbraccio tanto tanto!

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      1. “esprimendo verità che spaventano gli altri tanto da lasciarci spesso l’amaro in bocca come premio per l’onestà?”

        ohi ohi

        ma niente amaro:
        orgoglio dell’Eroe e basta
        (augh)

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      2. quante volte ci è accaduto in passato?
        siamo certe che non accadrà più?
        Riconosco, semplicemente, quanto può accadere.
        l’Orgoglio dell’Eroe ha un sapore amaro… hummm, a me l’amaro non dispiace, dipende dal resto… 😉

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      3. Ciao Fiore protetto! Metterai la gonna lunga stasera? Magari incontrerai qualche testa pensante nuova delle tue parti con cui sarà bello diventare amici.
        Io andrò a godere della voce di Enza ed a ballare al ritmo dei suoni suoi e di Claudio Miggiano. Una poesia sono insieme.
        Io, gonna lunga rosa e corpetto bianco, il tutto ricamato…come per entrare in una chiesa, in una caverna del mondo.

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  4. mi piace

    mi piace questa situazione in cui tu parli dello stesso mondo in cui vivo io – lo stesso che calpesto, o guardo, o respiro – e dici cose completamente diverse

    d’altra parte, mar e apple indicano lo stesso oggetto in due lingue diverse – uno è il frutto, molti i modi di raccontarlo

    per cui mi accosto a questo lago – il tuo – increspato di parole, placido nelle intenzioni, e guardo – faccio come certi pescatori che appoggiano le loro canne sul treppiedi, (a casa raccontano che vanno a prendere pesci), e invece seguono il volo delle beccacce, un’alba o un tramonto, le stagioni
    non dicono niente, quei pescatori
    la natura parla un linguaggio al quale non serve rispondere

    io leggo
    sento
    intuisco
    ho una vita diversa, probabilmente irriducibile alle classificazioni che proponi, così come la tua ricerca risulta indescrivibile nella mia lingua
    eppure
    sento
    che queste vite condividono qualcosa di profondo – gli occhi grandi sul mondo?

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    1. anime che anelano, anche.
      alcune sono accompagnate da teste più matrigne di altre, con cui non hanno ancora iniziato contrattazioni: semplicemente, “severamente” è questo.
      il cuore-pescatore è saggio; ha gli attrezzi giusti per dare una mano all’anima; magari in qualche modo glielo deve.

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      1. scusa, ma se per te è aria fritta perché perdi tempo a leggere?

        dal mio punto di vista, di messaggi ne ho lanciati diversi:è una questione di empatia comunicativa. se la mia mia scrittura non entra in risonanza con te, tu non leggere. grazie a dio, non trattandosi di lavoro, possiamo scegliere no?

        un caro saluto,
        Anto.

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      2. risonanza?! ma se tu stessa non ne dai un significato a cio’ che scrivi… cmq me lo stavo chiedendo perche’ leggere, ma dal momento che nel leggere si arriva alla conclusione solo alla fine delle lettura, leggere e’ quantomeno inevitabile, semmai poteri snobbare le successive letture, ma dal momento che non mi andava di cassarti cosi’, volevo chiederti semmai fossi io a non aver capito, ma dal momento che nemmeno tu non ne capisci o quantomeno non ne possiedi nemmeno una chiave di lettura, allora…

        un povero saluto
        jimmi

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      3. perché sei così ostico verso qualcosa che non conosci (i contenuti di questo post) e verso di me? nemmeno ci conosciamo.

        a me non interessa essere “cassata”, credimi: dall’esperienza del blog prendo così tante emozioni che sono già molto contenta; come posso pensare che il mio stile di raccontare le cose possa piacere a tutti?!

        ma, per favore, non avere la presunzione di dire che io (che scrivo) non ho le chiavi di lettura del mio stesso scritto. da dove ti viene di scaricarmi addosso questa saccenteria?
        e torno a chiederti: ma che t’ho fatto che mi fai questi commenti giudicatori?

        ricambio il saluto, senza l’aggettivo “povero”, anche se mi sembra non ci siano motivi per “comunicare” ancora.

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      4. sei tu che hai chiuso il discorso, saccenteria?
        sei fuori?
        sei tu che dici che devo leggere ed interpretare come me la sento e mi parli di risonanza… non e’ questione di piacere o non piacere una cosa (del tutto soggettiva) ma del fatto che io ti ho chiesto la chiave di lettura e tu non me l’hai data, quindi e’ per questo che ti dico che allora e’ aria fritta…

        quindi se hai la chiave dimmela, se non ti va fai come ti pare

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      5. perché non dovrei voler dare le mie chiavi di lettura…? Anzi.
        Il fatto è che tu con le tue frasi secche e dure (te le elenco):

        “ma di che cosa parli?”
        oppure: “è solo aria fritta”
        o: “tu stessa non ne dai un significato a cio’ che scrivi”
        o ancora:”dal momento che nemmeno tu non ne capisci o quantomeno non ne possiedi nemmeno una chiave di lettura”
        e: “un povero saluto”
        e di nuovo:”sei fuori?” ….

        mi ferisci senza motivo.

        e allora io a chi devo-vorrei comunicare le mie cose? che sono comunque intime? a persone che poi le mal-trattano?
        non è una provocazione, sai? te lo chiedo con serietà e un certo rammarico. e magari mi farebbe piacere ricevere tue spiegazioni (o anche scuse) in merito.
        che dici?

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      1. Per troppo amare e non saperlo tacere,
        non saperlo dire
        non saperlo vivere
        e troppo amore
        troppo.

        E c’è chi dice che non si può chiederlo tutto ad una sola persona.

        So quali sono i miei errori e sono come riparare.Ma mi manca la forza, arriverà.
        bacimila

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