L’istante senza tempo

dopo-i-cancelli-il-mare
Due cancelli da superare trovarono chiusi
i due in cammino verso il luogo piccolo e magico.
Il ragazzo si preoccupò della donna e lei lo stupì perché continuando severamente a chiacchierare
si arrampicò una volta e anche l’altra sulle sporgenze dei cancelli, tenendosi con pudore il pareo
ad un’altezza “giusta”. Ignara.
Due teli sulla sabbia bianca vicini ma non troppo, in una baia che sapeva come fare.
Il corpo di lei usciva dalle onde chiare nella luce morbida del tardo pomeriggio. Lui osservava;
forse commosso.
oltre_i_luoghi
La pelle, già da prima, chiamava. Lei non immaginava.
senzavincoli
Ingenuità di bambina selvatica addomesticata a
donna per bene senza essere mai stata adolescente.
Corridoi mai percorsi. Camere mai abitate.
affinità
Giovani, bambini, due cani, man mano si perdevano dietro le felci, eleganti relitti di una storia che non ci meritiamo più!
I capelli di lei a un certo punto si accorsero che chissà da quanto
due dita lunghe e leggerissime cercavano contatto.
Raffinata richiesta d’intimità.
intimità
Caparbia nella sua ingenuità la testa si sorprese veramente.
Lo stomaco andò a trovare la pancia.
La pancia non respirò.
In una grotta dai colori caldi le parole di mille storie ebbero il permesso di normalizzare il momento; così gli occhi poterono toccarsi e, piano… piano,
i polpastrelli iniziare a muovere antichi ritmi con intensità riservate a pochi.
Spintonate dalla luna, quasi piena, incalzate dalle anime, che loro sanno!, le due teste controverse continuarono l’incanto.
E ancora.
Terra e cielo si fecero Uno.
Per guarire lacerazioni.
Guardare i dolori sopravvivendo ad essi.

Imparare
che l’istante non ha tempo.
tutte-le-età_nessuna-età

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26 pensieri su “L’istante senza tempo

  1. si cercano post come questo…
    si cercano e quando si trovano si rimane lì, ad osservare.
    l’istante non ha tempo, stupendo.
    il tempo però è fatto di istanti.
    e credo sia questo il più bel regalo che ci si possa concedere.

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  2. imparare che l’istante non ha tempo. strano che questo concetto mi continui a tornare vicino di questi tempi. impressionante come l’energia sintonizzi chi è disposto a farsi sintonizzare.

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    1. Sintonizzarsi…lo dicevo ad anto ieri per skype della coincidenza della immagine arcobaleno Oxumare’che hai postato sul tuo blog.
      La sera prima avevo fatto presenza al lavoro ad uno spettacolo per bambini che nel finale proiettava la stessa immagine, stessi colori;
      e io che stavo ancora raccogliendo il messaggio della fiaba, che parlava di trasformazione in maniera molto spiccata, di maschile-femminile,ecc.
      Il quotidiano, la scuola, il mondo virtuale connessi senza salti: questo mi interessa

      besos
      Patdellatribù

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      1. la regina rossa e la regina blu…
        Oxumarè e i colori dell’arcobaleno…
        il rosso e il giallo…
        l’unione (mistica) del maschile e del femminile…
        tutti i mondi si stanno allineando, in un modo così integrato e complesso che faccio, mentalmente, fatica ad avere una visione d’insieme. Contemporaneamente so che non dovrei neanche provarci! E siccome questo l’ho imparato, stasera vado a ballare ritmi senza regole, se non le proprie intime: è uno dei modi migliori per facilitare gli allineamenti su tutti i livelli. Partiamo dal corpo!!! 🙂

        Ciao Regina!

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  3. adoro quel viale in cima al post.. la prima foto che hai messo. vorrei camminarci in Settembre con te e raccontarti tante cose. vorrei tempi lunghissimi e lenti. brezze delicate sul viso e maglioncini beige a trecce di cotone. ho guardato l’immagine e ho visto tutto questo.. chiudi gli occhi. lo vedrai anche tu!

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    1. Quel viale è parte di un luogo dove tanti anni fa una nobildonna del luogo, amica di R. Steiner, mise in pratica l’insegnamento di vita dello stesso: accogliendo minori non alfabetizzati per scolarizzarli e donne povere per insegnare loro a sostentarsi imparando la, tuttora attiva, arte del telaio.
      Producono delle cose bellissime.
      In quel posto ci ho fatto un campo scuola con adolescenti da formare in un progetto di prevenzione alle dipendende e al disagio.
      Potremmo passeggiarci insieme, perché no! Ma io ci immagino ancor più a camminare tra sentieri di campagna più vicini al mare… sarà per un certo filo “metagenetico” che ci fa sentire affini? Bò!

      Cara Sara, se verrai in Salento a Settembre dovrai portare il costume per il mare, più che il maglioncino. E magari, un top di cotone a trecce! 😉

      …interessante la proposta…
      Baci!

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  4. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto spicchi a formare un cerchio, ogni spicchio ruota su se stesso, insieme agli altri. Colore viola, trasparente, filtra la luce, passano i colori, tintinnio musica gioia nastri colorati vento ruota tamburelli io al centro ed è danza. Festa.

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    1. metafora slpendida ed esattissima: “ogni spicchio ruota su se stesso, insieme agli altri”.
      Ognuna di noi, anche tu si!, è al centro; ed è danza.
      Dal settimo chakra entrano benedizioni… 🙂

      Bacio grandissimo!!!

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  5. “Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.
    Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
    Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.
    Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.
    Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.
    La parabola dei talenti. Matteo 25,14-30

    Grazie perchè con il dono della scrittura avete sciolto grosse catene, lucchetti arrugginiti, aperto porte segrete, inumidito gli occhi fino a riempirli.
    Grazie ad Antonella per avermi “permesso” di entrare nel suo mondo.. per capire il mio, grazie alle altre “signore”: Reira, Patrizia….. Luisaruggio, la cui lettura è interrotta da un’intima commozione.
    Di fronte a tanto “femminile”, che spesso mi ha intimorito,
    mi inchino con rispetto
    e mi rialzo al tocco delle vostre mani
    sulla mia testa
    in segno di accoglienza e di benedizione.
    Nel vostro cerchio due mani si slegano e mi fanno posto,
    le mie mani, unite alle vostre, ricompongono il cerchio…..
    che gira

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    1. Grazie a te, Signora delle Aure segrete.
      Grazie per il coraggio, per l’umiltà, per la stima.
      Grazie per essere donna tra donne, antica tra le antiche, fanciulla tra fanciulle.
      Esploratrice anche tu.
      Con profonda commozione ti accolgo in questo cerchio; con desiderio biricchino ti attenderò, senza tempo, in altri… 🙂

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