Report (a modo mio) sul 16 maggio e dintorni

“Le persone che incontreremo saranno quelle più appropriate e necessarie a elevarci. Esse in realtà sono forme-pensiero create da noi stessi ed utili per il nostro percorso…” A. Bona.
antonelliadi
Un paio d’ore prima di venerdì 16, sulla via che costeggiando il mare mi porta a casa (in tutti i sensi), mi telefona, e mi ci accompagna, un angelo di fede che veleggia sulle alpi svizzere e su pianure adiacenti.
Mi invia benedizioni. Come in un sacchettino profumato di lavanda cresciuta su declivi dove la notte se torni dal fiume, non sei sola mai. La compagnia lì, fra gli altri, è di schiere di lucciole che punteggiano fitto di lucine dolcissime il telo della notte, che di quel tipo la trovi solo sulle montagne.

Gli auguri, i primi del giorno di nuova luce, sono quelli di mia madre che ha ben chiaro in una parte profonda e inattaccabile di sé quanto l’avermi partorito ci terrà indissolubilmente unite, per sempre. Nonostante.

Gli ultimi, nella piena notte di quel giorno che è “il” giorno, sono gli auguri del figlio. Che si è ricordato. E telefona per amore. Quando non c’era neanche l’impegno del perdonare la mancanza perché il silenzio non era offensivo, ma solo triste assenza.
flussi

Nel mezzo, la chiamata di un caro amico siciliano che non sentivo da tanto e che apprendo ultimamente essere in Irlanda. Mi cercava sugli scogli del suo mare che è infine pure il mio. Seguendo percezioni che come filo di lino ancora una volta hanno unito le due isole, terre di potere.
Perché i più sono convinti che il Salento sia una penisola nella penisola. Dipende con quali piedi la attraversi.
sangue

L’amicamadre ha preparato i cibi buoni per la festa con molti degli ingredienti consegnatimi nel cesto di vimini dalla mammamadre.

La cena è vegetariana. I miei amici acconsentono di buon grado. Sanno.
vegetariane
Gustano insalata di pasta con rucola e carciofi, frittate di zucchine e rape, frise con condimento di pomodorini e peperoni. Uova, olio, formaggi presi dalla dispensa di famiglia, come il vino, supportato non si può mai sapere, dal primitivo dell’amico di Manduria che mi ha portato in regalo (e non bastava il fiume di vino) un libro grande grande sul potente e ancora non del tutto decifrato mosaico della Cattedrale di Otranto.

Fiammelle accese hanno fatto il cerchio alla sera attraversata dal vento di scirocco; dietro le siepi il mare.
grottevicine
Cuscini colorati per terra, sull’asfalto; fiori di campo ed altri profumati ed altri ancora fatti coi palloncini. Altri doni: borse per le avventure di mare e di piazza; creme profumate (sull’etichetta è pubblicizzata la sensualità della fragranza: che i miei amici abbiano qualcosa da dire sulla mia vita da single tenace?); un gatto sfacciato; una lampada solare (nel senso che ha i colori del sole!); un ciondolo di quarzo d’ametista da portare al collo. Di buon auspicio, io lo so.
Dal menestrello mi giungono cinque quadernetti e una penna col campanellino! E un altro ancora dall’anima del mondo per conservare i saluti di chi, prezioso ospite, sarà accolto nella mia tana.
Tutti doni colorati. Non è un caso. Arriva quello che si comunica.
E poi, l’autobiografia di Eileen Caddy, fondatrice della Comunità di Findhor: ci andrò un giorno. Devo-voglio.
Arrivederci piccole donne di Marcela Serrano.
calore
Foglie di lavanda e una candela per signorinelle, da parte di un bambino che ha deciso di non diventare uomo mai.
Un’amigdala preistorica.

Intorno
un ragazzino con la fisarmonica, angelo inconsapevole.
Amici che han cantato pace. Osservavo e sorridevo con chiara emozione.
Angela, insegnante di mezz’età, mi ha cucito addosso una canzone rap. Dolcissima e un po’… spinta! E me l’ha anche cantata! Angela è una persona che se un giorno il suo corpo dovesse scomparire all’improvviso, io non mi stupirei…saprei che non è una scomparsa in realtà.

L’amicofratello antico è totalmente presente nel suo silenzio. Gratitudine; lui agisce. Anch’io.

Intensità indissolubile.

Armonie di chitarre di mondi culturali e musicali diversi, almeno una cinquina. Quando c’è rispetto. Che è una delle qualità dell’Amore.
contaminazioni

La foto di una statuina sacra. Figura androgina. Carica di mistero.
Quante porte, soglie, dimensioni, segreti che non dovrebbero esserlo.
sogniaperti

La ruota perfetta dell’abito rosso ha seguito la traccia di geometrie dervishi. Il corpo al centro è diventato eterea croce – di vita. Il braccio a tratti catena con quello della compagna che quando perde lo sguardo ti vede veramente e si fa diafana.

L’assaggio di un pezzettino della vasta e allegra torta, con l’attenzione che si riserva quando un ministro di culto ti porge un cibo sacro.

Puk col volto dipinto coi colori di un essere alato di paesi tropicali mi attira con decisa maestà in un luogo appartato annunciato da piccoli fuochi. L’ampio pareo e uno scialle di lana son trono per Regine.
Il viaggio in un mondo di colibrì, gufi, falchi e aquile.
voli
Tutto per me.
Puk si esprime con lo sguardo chiaro che parla all’anima, le parole-favola, le mani amiche del fuoco. Nel silenzio esso sibila potente; amico del vento suo complice.

Gli amici pochi metri più in là ebbri e chiacchieroni s’avvicinano attratti da quel silenzio denso e splendido al luogo dove la regina commossa e schiva e la fata cantadora celebravano le difficoltà l’impegno e la Grazia dell’essere amici.

Con la forma di altri sporadici piccoli fuochi d’artificio, a corollario del ricamato flusso, una confortevole pioggerella di commenti-contatto nel villaggio virtuale, luogo senza perimetro, senza forma e che si prende gioco del tempo.
nospacenotime

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32 pensieri su “Report (a modo mio) sul 16 maggio e dintorni

  1. che carino che carino questo rendiconto, questo report, questo resoconto, questo allegro e scompigliato verbale

    😉

    pausa studio: sono servite, come sempre le nostre chiacchiere

    😉

    Merci, Signora.

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    1. Mi stupisce sentire che sono molto eloquenti, perché per me sono così parziali! ma forse è il mio occhio che non può essere obbiettivo.

      Si è stato un bell’incontro: buona disposizione d’animo, allegria, delicatezza; e poesia. So di essere fortunata a conoscere tante belle persone, di ogni ceto sociale, livello culturale, età, gusti; tutti con una grande sensibilità.

      Un bacino,
      A.

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  2. Rilassante questo report, e forse tanto quanto l’evento che racconta…ma il merito sta nelle mani di chi scrive che parla con il cuore riferendo ciò che sente..
    E poi il libro…dev’essere un’esperienza interessante questa Comunità di Findhorn…sono molte le cose che non conosco..
    Ma sono molte anche delle realtà simili nel mondo..
    Anche in italia esistono varie esperienze più o meno conosciute, se non proprio invisibili e legate alla convivenza comunitaria per il ritorno alla relazione con Gaia..
    Ma oltre alle comunità ci sono anche altre scelte che vanno nella stessa direzione ma leggermente diverse come approccio…
    Sto parlando del Voluntary Simplicity Movement che periodicamente fanno dei “raduni dell’arcobaleno” per celebrare qualche ricorrenza o evento ciclico terrestre..
    Rendo grazie…
    e come dice una mia amica: ALLELUJA!!
    AMEN

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    1. “Rilassante” 🙂 inaspettata definizione! Son contenta, perché mi rendo conto che è anche abbastanza… svirgolato! 🙂

      L’aver messo l’essere umano al vertice della piramide dell’evoluzione ci ha letteralmente rovinato l’esistenza. A parte i cosiddetti popoli primitivi che restano piuttosto inconsapevolemnte legati a un sistema di vita decisamente più sano (se non interveniamo noi popoli “superiori”!), c’è sul pianeta un dilagare di movimenti che si impegnano a praticare il ritorno alla naturalità.
      Non ci è dato sapere quali scelte prevarranno, se queste o quelle della ricchezza aggressiva di pochi…
      Io continuo a “buttare semini”…
      e a sentire la terra sotto i piedi, il sale sulla pelle, il vento tra i capelli: non sarò una donna che fa tendenza, ma mi sento così sana!

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      1. Importantissimo buttare i semini…
        Infatti la cosa più importante da fare oggi è quella di creare e ampliare network, reti di lavoro, di similitudine, reti di unione delle differenze che lottano lo stesso nemico..
        Come dicono i teenager di The REBELution (http://www.therebelution.com/about/rebelution.htm)
        “La modalità che dobbiamo perseguire è fare rete, esortare e incoraggiare altre persone nella stessa lotta.”
        Graaaaaaaaamdi!
        bacini
        AMEN

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  3. Cara Antonella, che difficile trovare le parole giuste… leggo, e capisco che stai parlando di un altro mondo. Intuisco cosa c’è, ma allo stesso tempo vedo che tu stai percorrendo una strada che porta lontano – lontano dal mondo che conosco, dove posso esprimere un mio giudizio, un mio parere, o fare un’osservazione che aggiunga qualcosa…
    Perciò leggo, leggo volentieri, leggo con curiosità, con attenzione, con piacere – se non trovi miei commenti, è solo perché ti muovi su un terreno sconosciuto.
    Ciauz!
    Paolo

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    1. Caro Paolo, perché dici che certi terreni ti sono sconosciuti? Dai tuoi scritti trapela tutta la tua sensibilità. Vuoi forse dire che non la esprimi a fondo anche, come dire, con i contatti umani, o con la fisicità e la musica?
      Non hai ancora tracciato il sentiero per il tuo personale micromondo-giardinoprivato in cui tuffarti per “danzare” la vita, ritagliata con maestrìa all’orologio della quotidianità?

      Se dopo la lettura di un post si ha voglia di lasciare una traccia di sè, non c’è bisogno che un’osservazione o un parere aggiungano qualcosa; comunque, un commento ti regala il piacere di un contatto umano. Ti pare poco?
      Inoltre, conoscere persone (di cui magari possiamo avere un minimo di stima) ci potrebbe far venire voglia di chieder loro: mi prendi per mano e mi fai camminare con te sulla tua terra? 🙂

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      1. E’ buffo, mia moglie sta leggendo il libro “Danzare la vita”. Credo che lei potrebbe essere un buona lente di ingrandimento per guardare dentro a questo tuo mondo. 😉

        Besitos
        Paolo

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      2. Grande privilegio avere una lente a disposizione.

        Poi, la si appoggia delicatamente sul tavolino,
        e ci si avvicina
        piano
        al’oggetto dell’osservazione, qualunque forma esso abbia, e
        con delicatezza e convinzione
        lo si tocca con i polpastelli,
        lo si sfiora con la pelle…

        …non c’è più bisogno di mediazione…

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  4. Mi piace molto quello che scrivi, mi piace molto come lo scrivi, mi piace molto il tuo Salento che è il nostro ma essendo particolarmente tuo perché tu sai mostrarmelo attraverso il tuo diamante e mi stupisco e mi commuovo, ancora, sempre. Mi piace quella foto in cui porti il cappello, i colori delle gonne, mi piacciono da impazzire le fotografie che scatti, le inquadrature che scegli, questa tua sensibilità e questa cura. Questo senso primordiale, che è come la voce veramente necessaria dell’acqua e del fuoco e dei tamburi.
    Sei bellissima Antonella Screti, grazie di essere così.
    Anche se non ho ancora avuto modo di stringerti le mani abbastanza. E non per un mio bisogno, ma piuttosto per farti sentire quanto calore porti su questo mondo.
    Luisa

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    1. Ti sorrido…
      seppure a distanza…
      emozionata da questo contatto umano…
      grata di riuscire ad essere utile alla nostra terra, e alla nostra gente…
      grata per ciò che di ritorno m’arriva…

      Il coraggio di sentire dentro quell’essere primordiale…
      è la fiducia del guardare in faccia soli e tempeste e di sussurrare loro… così sia…

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    1. Ciao cara,
      grazie per il generoso complimento.
      E’ stata scattata da una persona che mi vuole molto bene, totalmente ricambiata, mentre eravamo con altre persone come noi, perciò… inusuali…:) in un posto dalla natura violenta, in Sicilia.

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      1. Passaggio dallo Zero…

        a Bologna: l’unica città che non ne vuole sapere del mio libro

        😉

        visto che parla di scuole di Bologna.
        Ma io sono tenacissima.

        aspetto tue news anche la stanzetta insieme a me. Ora c’è Rivkah che si fa un bagno in vasca con sali profumati e sale grosso, ottimo per le pene d’amore…

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      2. a proposito di sale, stamattina sul tardi sono andata al mare e “mi” sono buttata in acqua: fantastico!! una sferzata di vita senza mezzi termini! 🙂
        poi ho pranzato con i piedi nella sabbia calda con un sacchetto di ciliege dono di un amico, oggi, sotto un sole che è già africa.
        l’odore degli alberi di fico per strada;le farfalline bianche…
        Grande Gaia…!

        Un saluto complice alla tua amica 😉

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  5. Ciao Antonella,
    mi chiamo Antonella anch’io,ho 30 anni, studio e insegno musica e vivo a Lecce.Sono a conoscenza della sua preparazione e bravura in campo psicologico, e visitando brevemente il suo sito ho potuto conoscerla un po’ meglio. La contatto perchè forse potrebbe aiutarmi a trovare 1 spiegazione a degli avvenimenti 1 po’ strani che vivo da qualche mese.

    Fiduciosa in una sua risposta…un abbraccio Antonella Caramia.

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