Sale, frammenti di una canzone d’amore

Menai le razze e lu cielu tuccai           ma pijare le stelle nu putei.                Pensa, tisse lu Sule, mo’ cce faci       nu ‘sai ca brusciane li raggi mei!        Vitti e nu vitti ahime’, pacciu restai  vitti lu cielu pintu e poi nu ‘cchiui.   alzai le braccia e il cielo toccai ma prender le stelle non potei. Pensa, disse il Sole, a quel che fai non lo sai che bruciano i  raggi miei! Vidi e non vidi ahimè, ne restai pazzo vidi il cielo dipinto e poi niente più. …alzai le … Continua a leggere Sale, frammenti di una canzone d’amore

Una notte di pizzica sul tetto della cripta bizantina

Lo scorso anno sono andata coi miei amici a fare la serenata a una ragazza, in una piccola corte di casette povere e oneste e sotto i piedi una cripta di monaci basiliani con pitture sacre che rivestono ancora, seppure parzialmente, tutti i muri. In tre suonavamo mentre nel suo pigiamino rosa una ragazza ballava nella ronda. Danilo il folletto_giocoliere_dallo_sguardo_sorridente_e_triste ci circondava di bolle di sapone volteggiando tra di noi come una libellula. Una vecchietta molto vecchietta, che ho rivisto ieri sera, ci osservava con amore triste dalla sua soglia. Patrizia suonava le mie nacchere… Ieri, tre giovani francesi emanavano … Continua a leggere Una notte di pizzica sul tetto della cripta bizantina

il nerofondo.

Un bel po’ di mesi fa, durante una delle tante meditazioni di contatto con le energie sottili e superiori, la Signora dei Venti e delle Tempeste mi inviò un messaggio nella testa. Come sempre accade quando mi arrivano messaggi, il linguaggio è banalmente semplice. Elementare. Il messaggio era/è: Bisogna rendere tutti gli esseri viventi liberi. È utile cominciare dagli umani. Bisogna diventare tutti liberi in modo consapevole. È un compito. Rifletto sul concetto di SEMPLICITA’, che la mia testa a volte connota di banalità. La forma del compito, ben conosciuta nelle splendide griglie teoriche, acquista senso concreto. E di conseguenza … Continua a leggere il nerofondo.

Per quel ristagno in fondo al pozzo…

Cerchi di lutti cadono lacrime in mare, dall’alto. Impossibilità di sostenere luce! Giovane amante incatenato da pensieri di fuga chiede distanze intime. Mani segrete hanno scambiato gioielli di rara fattezza. Dal fondo dell’ultima caverna arriva infuriato il drago; occhi di odio per amori di compassione. La Signora e la Spada in piedi sguainano lo sguardo duramente fermo, la mente pavida si nasconde dietro fili fatti di notte. Cuore duole. Tutto com-prende. Aria marina arriva schiaffeggiando le lacrime. Le spalle si drizzano. Palmo sinistro accarezza dorso destro. Giro l’angolo. Barche attendono. Vado. Continua a leggere Per quel ristagno in fondo al pozzo…

focus su una terra di sangue scuro

Dietro i confini, solo apparenti, le porte sono perennemente socchiuse… Monito per chi supera allegramente i varchi. Si va cauti. Le vie sono già tracciate. I segni sparsi. Decodifica senza verbo. Coraggio. Passioni-pugno. Anche chi ha le cellule intrise dello stesso sangue fa fatica a reggere. Ritmi pulsanti, violentemente, incalzano; giochi guerrieri di aria del canale, foglie lanceolate, morbide pietraie. Nel fondo delle caverne gli scrigni “dei preziosi”. …Per chi non torna indietro. Continua a leggere focus su una terra di sangue scuro